Sicurezza
Ecco lo sportello per le famiglie
Presentato il punto d’ascolto sui problemi dello sviluppo dei figli
ORBETELLO. “Una porta sul mondo”. Nasce lo sportello di ascolto destinato ai genitori che hanno figli con disturbi dell’apprendimento e di sviluppo.
Il punto di ascolto che aprirà i battenti il 10 aprile è stato presentato ieri nella sala parrocchiale di Albinia. Il Comune di Orbetello, assessorato al sociale grazie alla collaborazione del Cda (Centro per le difficoltà di apprendimento) di Grosseto, e alla disponibilità della Confraternita della Misericordia di Albinia, senza alcun tipo di spesa ha appoggiato l’apertura di uno sportello per le famiglie che si trovano ad affrontare i problemi dello sviluppo (apprendimento, di crescita) dei propri figli. «Io stessa - dice l’assessora al sociale Chiara Piccini - mi sono trovata davanti a questi problemi dovendo ascoltare mamme che venivano da me a chiedere consiglio. Purtroppo mi rendevo conto di non poterle aiutare. Finalmente un giorno è venuta da me Anna Maria Carbone (dirigente scolastica delle scuole di Manciano e Capalbio, ndr) che mi ha detto “dobbiamo fare qualcosa per la collettività”». Da qui ha avuto origine il nostro progetto. Lo scopo dello sportello che sarà aperto il lunedì dalle 17 alle 19 è quello di ascoltare i genitori e indirizzarli verso un percorso fatto di figure professionali che sappiano essere d’aiuto alla risoluzione dei problemi che i genitori incontrano. «Il nostro centro - spiega la coordinatrice pedagogica del Cda - è composto da professionisti giovani e meno giovani con un grande bagaglio di esperienze. Sabrina Giannini, counselor trainig, spiega l’importanza dello sportello che dovrà essere di sostegno, scambio, ascolto ed empatia. Lo sportello garantirà una certa continuità: chi avesse bisogno di più di un colloquio potrà trovare le stesse persone a cui si è rivolto in precedenza. Anna Maria Carbone invita al passaparola per pubblicizzare lo sportello. La dirigente nelle sue scuole ha sportelli di counseling nei quali si avvale di sue collaboratrici e insegnanti. «Speriamo che questo sia il primo passo per poter aiutare le famiglie» conclude Piccini. (i.a.)
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