Sicurezza
Ecco l’esposto per ripristinare l’ex parcheggio
Via Senese: 30 cittadini chiedono al Comune di agire contro la pizzeria: «C’è l’uso pubblico»
GROSSETO. Trenta firme vergate sulla carta, fotografie allegate, un avvocato arruolato e svariate sentenze pronte per essere citate: con questo armamentario, condensato in un esposto inviato al Comune di Grosseto, un nutrito gruppo di abitanti di via Senese a Grosseto si prepara alla battaglia per restituire all’uso pubblico, e per la precisione al parcheggio delle auto, la piazzetta di via Senense in prossimità dell’incrocio con via della Pace, vicino a via Brenta.
Qui, nel fondo al civico 21 che fino all’anno scorso era occupato da una banca, da qualche mese ha aperto una pizzeria, la Godiva. La piazzetta davanti, dove in passato si trovava un distributore, sin dagli anni Novanta è stata aperta all’uso pubblico. Si tratta, però, di una pertinenza del fondo, come spiegano gli attuali inquilini. I quali hanno fatto sgombrare le auto, arredato con botti e fioriere e chiuso con due catene. Un miniparcheggio è rimasto, ma solo a uso dei clienti.
La chiusura ha sottratto – manco a dirlo – diversi posti auto nella zona, che è tra le più congestionate della città. E ha provocato una sorta di imbarbarimento delle abitudini di diversi automobilisti, che lasciano l’auto sopra il marciapiede di fronte, infischiandosene sia del codice della strada, sia del rispetto per pedoni e disabili, visto che per salirci non disdegnano di usare gli scivoli per carrozzine e sedie a rotelle, che ingombrano con auto e suv.
La segnalazione del parcheggio selvaggio e dei disagi per tutto il quartiere – con conseguente pericolo per i pedoni, costretti a scendere sul piano stradale per aggirare l’ostacolo – è arrivata nella prima tappa di Caffè Tirreno dalla nostra sentinella di quartiere Sabina Rombaldi.
Rombaldi aveva fatto appello al Comune perché facesse più controlli, ma il suo intervento è stato notato anche da alcuni vicini di quartiere – i trenta firmatari dell’esposto – anch’essi preoccupati per il parcheggio selvaggio e anch’essi in prima fila per reclamare una soluzione.
La loro battaglia, con la consulenza dell’avvocato Vittorio Peronaci, è partita a inizio febbraio quando hanno inviato al Comune un esposto. Al sindaco, all’assessore alla Viabilità e traffico, al Comando della polizia municipale e all’ufficio legale dell’ente, i cittadini chiedono di imporre ai titolari della Godiva di sloggiare dall’area antistante la pizzeria e di ripristinare l’area di parcheggio, in virtù dell’uso pubblico che questo spazio ha avuto dai primissimi anni Novanta fino a pochi mesi fa.
«La protratta destinazione a detto uso – dice l’esposto – ha ormai determinato la definitiva soggezione dell’area a servitù pubblica, indipendentemente dalla sua proprietà privata».
Secondo i cittadini, affiancati in questo dall’avvocato Peronaci, «la giurisprudenza non ritiene necessario neppure un congruo periodo di tempo, nel nostro caso oltre 25 anni», scrivono, citando la legge 20 del marzo 1865.
Le due catene messe dalla pizzeria «impediscono ora – scrivono ancora i cittadini – l’ormai acquisito diritto di transito e parcheggio e persino a mamme con bimbi o ai disabili in carrozzina i quali, stante l’impraticabilità del piccolo marciapiede con alberi, sarebbero altrimenti costretti a percorrere la sede carrabile».
Non si scompone affatto, però, il responsabile della pizzeria Godiva Alessandro Cipriani. «È un’area privata di pertinenza del fondo dove c’è la pizzeria – dice – e abbiamo tutto il diritto di usarla. Anzi, ci faremo dei lavori perché abbiamo intenzione di allestirla con dei tavoli».
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