Il Tirreno

Grosseto

«A Monticello niente trivelle né miniere»

di Fiora Bonelli
«A Monticello niente trivelle né miniere»

La sindaca Sani stoppa la proposta della multinazionale Vale e annuncia una cooperativa di comunità

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CINIGIANO. «A Cinigiano non ci saranno né miniere, né pozzi geotermici». Al capogruppo dell’opposizione consiliare cinigianese, Giovanni Barbagli (A/gente comune) che aveva lanciato l’idea di riaprire una miniera di pirite a Monticello Amiata, la sindaca Romina Sani cala l’asso con la carta di una cooperativa di comunità.

«Il modello di sviluppo scelto è altro e spetta alle istituzione difendere coerentemente gli indirizzi condivisi con la popolazione», dice la sindaca.

Prende fiato, insomma, la nuova polemica tra maggioranza e minoranza. Giovanni Barbagli aveva avuto l’interessamento della società Vale che si occupa a livello internazionale di miniere. Aveva così dirottato l’interlocutore alla sindaca Sani. Che però non è d’accordo.

«Ho informato la multinazionale Vale – dice la prima cittadina – che l’amministrazione comunale non è per niente interessata a un’esplorazione mineraria, perché ben diverse sono le prospettive e le politiche territoriali per la frazione di Monticello Amiata».

Sani ricorda che, mentre continua la battaglia contro il pozzo esplorativo geotermico Monte Labro, è necessario innestare forze nuove per risollecitare una riprogrammazione dello sviluppo socio economico locale, partendo dalle peculiarità della frazione che sono ambiente, qualità, memoria, cultura e tradizione, e orientare l’azione verso un modello di sostenibilità ambientale e turistica. Ecco, dunque, il modello di cooperativa di comunità.

«È oggetto di analisi e approfondimento – dice a questop proposito Sani – perché potrebbe rappresentare la chiave giusta per unire welfare e sviluppo locale, creando multi servizi, diversificando l’attività in molti settori: ambiente (servizi di pulizia e manutenzione del verde), turismo (servizi) in grado di attrarre visitatori promuovendo le tipicità del territorio, la riscoperta dell’identità e il rispetto delle tradizioni locali. Quindi gestione della Casa Museo, enogastronomia, laboratori dei sapori di cucina, escursionismo, con servizi di noleggio di attrezzature adatte, guide, ipotesi di albergo diffuso, progetti didattici-educativi, fattoria-scuola, centro didattico per formazione, convegnistica e laboratori didattici, educazione ambientale nella riserva di Poggio all’Olmo, piazze contadine per valorizzare l’agricoltura, i prodotti di qualità e i mestieri di un tempo, sorgente di Val di Prata».

Sani aggiunge che «il fenomeno dell’abbandono delle campagne, la crisi delle attività produttive va contrastato e non semplicemente lamentato. Lavoriamo su politiche di qualità, riducendo la necessità di assistenzialismo. Monticello Amiata presenta già delle caratteristiche di cooperativa di comunità, non deve inventarsi niente».

La sindaca indica gli elementi già presenti per creare questa cooperativa. «Una comunità che coopera già esiste, un territorio che presenta delle peculiarità da valorizzare già esiste; la volontà di creare occupazione e contrastare l’abbandono del territorio è forte; occorre creare un’attività economica intorno a questo quindi capire come far nascere la cooperativa. Monticello sulla base dell’innata capacità di lavorare insieme può seriamente sviluppare l’idea di mettersi in gioco in un’attività imprenditoriale collettiva che possa contribuire a fermare il processo in atto, e creare sul territorio e per il territorio opportunità di sviluppo e di crescita socio economica».

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