Il dolore
Via Argento: 450 firme e l’impegno del Comune
GROSSETO. I barbanellini non si arrendono al degrado del loro quartiere. E in particolare tengono altissima la guardia proprio sui parchi pubblici. Quanto la questione stia a cuore ai residenti lo...
GROSSETO. I barbanellini non si arrendono al degrado del loro quartiere. E in particolare tengono altissima la guardia proprio sui parchi pubblici.
Quanto la questione stia a cuore ai residenti lo dimostra Elena Bellumori, mamma di due bambini che nei mesi scorsi – stanca di vedere il giardinetto di via Argento diventare un po’ alla volta un luogo dell’abbandono – ha avviato una petizione popolare che in poche settimane ha raggiunto quota 450 firme.
In quel giardino i giochi per i bambini sono rotti e in gran parte inutilizzabili. C’è una specie di recinzione vecchissima e pressoché inutile, i sentierini d’asfalto sono pieni di buche, sconnessioni e rattoppi, le panchine sporche e vandalizzate, dalla terra spuntano radici perfette per inciamparci, resiste un pericoloso muretto di cemento armato.
«Pericoli per i bambini – spiega Elena – ma anche ostacoli insormontabili per gli anziani e per le persone in carrozzella».
Elena è guidata da un principio molto chiaro: «Più la gente vede che un posto è degradatro, più lo degrada». E così si è armata di pazienza, ha raccolto le firme e, qualche settimana fa, le ha consegnate all’assessore competente, Riccardo Megale. «L’assessore – dice la signora Bellumori – è stato molto cortese e disponibile. E ci ha promesso che entro la fine di quest’anno ci saranno degli interventi». Intanto, dice sempre Elena, il Comune ha provveduto subito a eliminare uno scivolo, rotto e pericoloso. «Ma oltre a togliere le cose rotte, auspichiamo che presto si cominci ad aggiungere cose belle e funzionanti».
E a proposito dei parchetti di Barbanella, l’edicolante Maurizio Campomori sottolinea come siano quasi tutti impraticabili dai bambini a causa dei “tappeti” di escrementi lasciati dai cani. «Due soluzioni semplici ci sono», dice Campomori, indicando come esempio il giardinetto tra viale Uranio e via Castiglionese. «La prima è recintare i giardinetti e dotarli di un cancello che possa essere chiuso. La seconda è individuare un’area nel quartiere fatta apposta per i cani». Più semplice di così...
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