Il dolore
«Pedoni e ciclisti faticano a spostarsi»
Le difficoltà di raggiungere la zona artigianale e gli altri quartieri. «Ma non c’era un progetto per un cavalcaferrovia?»
GROSSETO. La sensazione che gli abitanti di Barbanella trasmettono è quella dell’isolamento. Non quello in auto, perché tutti sono capaci di mettersi al volante e di raggiungere più o meno agevolmente, traffico permettendo, le altre parti della città. L’isolamento di chi va a piedi, di chi va in bicicletta. Chi abita a Barbanella sente di avere difficoltà a raggiungere gli altri quartieri.
La sensazione la percepisci nelle parole di Roberto Daviddi: «Non so se qualcuno si è mai chiesto come si faccia a passare di là dalla ferrovia in bici. A parte che la ciclabile corre soltanto lungo le vie Giusti e Giulio Cesare, chi è sulle due ruote trova difficoltà a raggiungere il centro. Il sottopasso del quartiere è di fatto praticabile solo dalle auto: eppure ci vorrebbe poco a pensare a una soluzione per pedoni e ciclisti».
Non la pensano diversamente Giuliana Marconi e Luigi Aldi: «Quel sottopasso è inaccessibile per chi va in bici: la salita è troppo ripida, ci siamo imbattuti in anziani che devono scendere per spingere la bici a mano, in un punto pericoloso. E ci sono problemi anche per chi transita a piedi: il marciapiede, che pure lì sotto è protetto da una struttura metallica, è troppo stretto e due persone insieme non ci passano». Soluzione? «Suggeriamo di rialzare il fondo stradale. Oppure...» Oppure? «Oppure ripristinare quel progetto di sopraelevata pedonale che da via Collodi doveva permettere di raggiungere via della Pace. Quanti anni fa se ne parlava? Perché non se ne è fatto più niente?».
Un calvalcaferrovia praticabile però anche alle auto servirebbe anche tra la zona artigianale di via Aurelia Nord e quella di via Giordania, è il parere di Daviddi, per evitare un giro dell’oca che finisce per intasare di nuovo il sottopasso esistente: «Del resto raggiungere la zona artigianale da Barbanella è impossibile a piedi o in bicicletta: è pericolosissimo, la minivariante è sprovvista di camminamenti per i pedoni e per le biciclette. Si può percorrere quella zona solamente se si è in auto. E di giorno: perché quella zona manca completamente di illuminazione».
Anche Aldi e Marconi ne parlano. Aggiungono anche un altro problema: «La mancanza di una pista ciclabile che dal Verde Maremma, dove abitiamo, raggiunga l’aeroporto». Ci sono poi i temi del traffico pesante su viale Uranio, specialmente quello dei camion carichi di spazzatura diretti alle Strillaie. Argomento sollevato anche da Mario Ciacci e Giovanni Pertici che chiedono misure per alleggerire il traffico pesante estivo da via Uranio. Per esempio recuperando il vecchio progetto di creazione di una bretella o in alternativa l’adeguamento della strada dietro le costruzioni Grechi. «Doveva nascere una bretella per collegare l’uscita dalla Variante Aurelia alla Castiglionese: c’è un contenzioso ed è tutto fermo - nota anche Daviddi - Quella bretella è strategica, non si può non far niente, non ci possiamo rassegnare a essere la città del pressappoco. Io proporrei di adattare via Quarzo, per risolvere temporaneamente la porzione più complessa ed evitare che i camion passino davanti alla scuola». Marconi e Aldi suggeriscono anche di installare dossi per ridurre la velocità delle auto sempre su via Uranio.
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