Il Tirreno

Grosseto

Emergenza alghe, un milione in fumo

di Ivana Agostini
Emergenza alghe, un milione in fumo

È il bilancio dei danni per spigole e orate non pescate: operatori in allarme. Manca l’affidamento: idrovore e barche ferme

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ORBETELLO. Perso un milione di euro per il pesce non pescato. Ammonta a tanto il danno che i pescatori hanno avuto, da dicembre ad ora, per il pesce che non hanno potuto pescare.

La laguna di Orbetello torna sorvegliata speciale. Da tre mesi circa la laguna non viene più solcata dalle imbarcazioni che avevano il compito di rimescolare i sedimenti in virtù di quello che prevede il metodo Lenzi che dovrebbe consentire la salvaguardia della laguna di Orbetello.

Le alghe da quando sulle acque della laguna le imbarcazioni non navigano più sono notevolmente aumentate complicando la vita ai pescatori di Orbetello. «Per il pesce che non abbiamo catturato e venduto- spiega Pier Luigi Piro, presidente dei I Pescatori - abbiamo perso 1 milione di euro».

La situazione della laguna di Orbetello preoccupa soprattutto gli operatori della pesca. «Le acque sono basse - spiega Piro- Abbiamo stimato che siano 13 centimetri sotto la media». Le alghe però sono il vero problema.

«C’è una fioritura di masse algali davvero imponente che non ci permette di lavorare con le reti. A volte i pescatori le tirano su e non sono più delle reti ma ammassi di alghe. Con tutte queste alghe - continua il presidente della cooperativa lagunare - il pesce non si avvicina più nemmeno alle peschiere». Non solo sulla laguna non si naviga ma anche il pompaggio è fermo perché, alla pari della navigazione, non c’è ancora l’affidamento per cui la Regione Toscana, che da marzo gestisce la laguna, ha disposto un affidamento con procedura d’urgenza. Le idrovore sono ferme e quindi non c’è nessun pompaggio. «Lo scorso anno avevamo già iniziato a pompare- ricorda Piro- ora quando inizierà il pompaggio ci sarà da affrontare il problema della nidificazione degli uccelli».

Lo scorso anno il pompaggio era iniziato prima, in modo che la nidificazione delle specie che abitano la laguna avvenisse in un punto delle sponde non a rischio di inondazione a causa del pompaggio. Gli uccelli, trovando gli spazi allagati, sarebbero stati costretti a spostarsi per fare i loro nidi. Senza pompaggio gli uccelli nidificheranno dove, quando partiranno le pompe, ci saranno i nidi e il pompaggio potrebbe ritardare a causa delle nidificazioni. Piro e i suoi sono preoccupati. Ancora non hanno visto un euro di rimborso per i danni della moria. «Dovrebbero arrivare a fine estate- dice il presidente - Si deve sperare che non succeda nulla e che il meteo ci assista». In un quadro preoccupante c’è anche però una speranza: «Abbiamo perso tanto pesce nel 2015 con la morte degli avannotti ma siamo speranzosi per il 2018 grazie alle semine che abbiamo fatto e daranno i loro frutti. Dobbiamo però sperare che nella laguna, in questi due anni, non accada nulla».

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