Il Tirreno

Grosseto

Contratti illegittimi Iside condannata

di Pierluigi Sposato
Contratti illegittimi Iside condannata

Il giudice del lavoro ha accolto il ricorso di nove insegnanti «Non spiegate le ragioni delle assunzioni a termine»

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GROSSETO. Erano illegittimi i contratti a termine stipulati reiteratamente da Comune di Grosseto-Iside con le insegnanti degli asili nido e delle scuole materne per vario tempo e comunque per un periodo superiore a 36 mesi.

Nove insegnanti, assistite dall’avocato Emiliano Pagliai, hanno vinto la causa: il giudice del lavoro Giuseppe Grosso ha accolto il loro ricorso e, con motivazioni pressoché similari, ha condannato Iside e il Comune - in solido tra di loro - a risarcire i danni alle ricorrenti: ciascuna avrà dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto. Il giudice ha respinto la richiesta di costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e ha comunque compensato le spese di lite, «tenuto conto del parziale accoglimento della domanda, della complessità della questione e dei contrasti giurisprudenziali anche in tema di risarcibilità del danno».

Le vicende sono similari per tutte le ricorrenti, che si erano mosse negli ultimi mesi del 2015. I fatti sono pacifici e non contestati. Comune-Iside (avvocati Oronzo Mazzotta e Chiara Mazzotta) aveva contestato le argomentazioni e chiesto la decadenza dall’azione giudiziale per i contratti chiusi prima del 20 marzo 2015. Il giudice ha ritenuto infondata la decadenza. E ha poi argomentato che i contratti si erano succeduti «in maniera costante e a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro, con circoscritte pause per lo più connesse alla naturale cessazione dell'attività scolastica in periodo estivo. Ben può dirsi, dunque, che il rapporto si sia svolto in modo ininterrotto e continuativo per effetto dei reiterati incarichi assegnati dai convenuti alle ricorrenti», alcuni a partire dal 1999. Perché illegittimi? Perché quei contratti «in gran misura non danno conto né delle ragioni eccezionali e temporanee a base della assunzione a termine, che l’amministrazione era tenuta ad esplicitare sin dal 2006» in conseguenza di modifiche normative risalenti a quell’anno. Il giudice nota anche la «sussistenza di un abuso della reiterazione dei contratti».

Respinta la richiesta di conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato: «in nessun caso il rapporto di lavoro a termine si potrebbe convertire in rapporto a tempo indeterminato perche l’accesso al pubblico impiego non può avvenire - invece che tramite di concorso pubblico - quale effetto, sia pur in chiave sanzionatoria, di una situazione di illegalità».

Nel 2015 il Tribunale aveva condannato Comune e Iside cui avevano fatto causa due collaboratrici B3: 20 mensilità l’importo del risarcimento del danno patito.

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