Il Tirreno

Grosseto

Muore in casa a 47 anni: addio a Rossano Bambagioni

di Francesca Ferried Elisabetta Giorgi
Il carro funebre davanti alla casa di Rossano Bambagioni (foto Agenzia Bf). Nel riquadro Bambagioni (foto da Facebook)
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Il carro funebre davanti alla casa di Rossano Bambagioni (foto Agenzia Bf). Nel riquadro Bambagioni (foto da Facebook)

Grosseto, i vicini non avevano sue notizie da un giorno. Il cordoglio dei compagni di partito

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GROSSETO. La vicina e amica Maria Grazia Salvadori lo aveva sentito giovedì. «Ero fuori città e, siccome ci sentivamo e vedevano tutti i giorni, gli ho telefonato. Gli ho detto che sarei tornata e l’ho invitato a venire a cena da me, la sera. “Ok, allora ci si vede più tardi”, mi ha detto. È stata l’ultima volta che l'ho sentito».

Rossano Bambagioni non ha dato più notizie di sé. La signora, non vedendolo per cena, ha pensato si fosse addormentato. Ma quando anche ieri non lo ha visto, né sentito, si è preoccupata. Il suo motorino era parcheggiato sotto casa: Rossano doveva per forza essere nel suo appartamento. E così ha chiamato i soccorsi.

Poco prima delle 22.30 di ieri i vigili del fuoco sono entrati nella casa di Bambagioni, al secondo piano di via Grecia 16, dove l’uomo viveva da solo, dopo che erano morti i genitori Pietro e Siria, e lo hanno trovato senza vita.

Ad una prima ricognizione il medico ha potuto solo ipotizzare che si sia trattato di morte naturale, probabilmente un infarto. L’uomo era morto da almeno 24 ore.

I vicini di casa sono affranti. Rossano, 47 anni il prossimo 18 aprile, non era solo un inquilino del condominio. Era anche un amico. La signora Maria Grazia, più di tutti, è stretta nel suo dolore. «Ci sentivamo in continuazione _ racconta con gli occhi gonfi _ mi chiamava sempre, anche tardi la sera. “A quest’ora si dorme”, gli dicevo. Ma lui era così, gioviale, sorridente".

La signora Lelia Aluigi, che con Bambagioni abitava porta a porta, più volte gli aveva chiesto la chiave di casa in caso ce ne fosse stato bisogno. «Ma lui mi diceva: “Non preoccuparti: se vado via chiudo il contatore dell’acqua”».

Bambagioni, conosciutissimo maremmano, attivista politico, era nato a Manciano il 18 aprile del 1970. Di famiglia comunista, da sempre attivo in Rifondazione comunista come sua madre, di fatto impossibilitato a lavorare per le sue condizioni di salute – viveva della pensione dei genitori e di una pensione di invalidità – Rossano si è sempre speso per gli altri e ha sempre voluto occuparsi dei più deboli in tutti i modi in cui ha potuto. Quando poteva, indossava il cappello fiorito del Maggio e partecipava ai canti insieme ai Briganti della Maremma.

Salvatore Allocca, ex assessore regionale, considerava Rossano un amico fraterno. La notizia della sua morte l'ha raggiunto ieri sera a Spoleto, durante il congresso di Rifondazione dove i compagni toscani sono rimasti addolorati.

«Lo conoscevo fin da quando era bimbo - dice Allocca - conoscevo il babbo e la mamma, abbiamo vissuto e condiviso tanti anni insieme. Rossano aveva tantissimi amici. Aiutava i malati, tutti lo conoscevano per le sue capacità, umanità e originalità. Era capace di risolvere qualsiasi problema».

Ieri sera, scoperto il corpo, sono stati avvisati dei parenti che vivono in provincia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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