Il dolore
Bonifica: ecco la rivoluzione del tributo
Fra un paio di settimane i grossetani riceveranno i primi bollettini del dopo riforma. Il nuovo assetto promette più equità
GROSSETO. Un paio di settimane e poi nelle case dei grossetani inizieranno ad arrivare i nuovi bollettini con il tributo di bonifica relativo all’anno 2016, elaborato in base a parametri diversi rispetto al passato.
La maggior parte dei proprietari di immobili e terreni pagherà meno di 50 euro, con una media che si attesta sui 20.
Le cifre sono basse soprattutto per le famiglie medie, mentre pagano somme maggiori i grandi proprietari immobiliari (solitamente enti pubblici, società, grandi possidenti terrieri). Un tributo che, tutto sommato, i grossetani, nel tempo, hanno accettato, se è vero che lo pagare in modo bonario, cioè senza bisogno di ulteriore solleciti, oltre il 90% dei cittadini.
A cambiare, rispetto al passato, in base alle linee guida dettate dalla legge regionale 79/2012, sono i criteri individuati per ripartire, tra i consorziati, il tributo di bonifica e le modalità di organizzazione del settore difesa del suolo. Da quest’anno infatti diventa interamente operativa la riforma che ha portato, in Toscana, a un percorso di razionalizzazione degli enti, passati dai precedenti ventisei (tredici Consorzi di bonifica e tredici Comunità montane con identici compiti) a sei, che è numero degli attuali Consorzi di bonifica.
Il nuovo assetto dei Consorzi garantisce anche più equità tra i contribuenti, prevedendo pagamenti più omogenei in tutta la regione. Fino a 2016 infatti, coi vecchi piani di classifica, i parametri per la definizione del tributo erano molto diversi da zona a zona. Addirittura alcuni neppure pagavano.
Adesso le procedure sono state uniformate sulla base di stringenti direttive emanate a Firenze, anche se rimane la dovuta proporzione prevista e dovuta per legge tra il contributo e il beneficio ricevuto dal bene immobile (terreno o fabbricato). Questo significa che comunque, a parità di dimensioni dell’immobile e di rendita catastale (entrambi da valutare per calcolare il tributo) la somma da pagare può essere diversa per il tipo di beneficio che l’immobile riceve dai lavori del Consorzio.
Nel corso del 2016 le attività del Consorzio Toscana sud – diviso in quattro unità idrografiche: Sinistra Ombrone, Destra Ombrone, Piana grossetana e Albegna – sono state molteplici, non solo di manutenzione ordinaria, ma anche straordinaria. Un programma simile, di messa in sicurezza idraulica di tutti i corsi d’acqua del comprensorio, è previsto per il 2017.
«Il principio – spiega il presidente del Consorzio grossetano-senese Fabio Bellacchi – è pagare equamente e con le stesse regole, perché la sicurezza idrogeologica non può essere a macchia di leopardo. Nel nostro caso il nuovo assetto ha portato anche a un aumento del reticolo affidatoci, che passa da 5.500 km a 11.500 km. Nell’ultimo anno abbiamo fatto considerevoli interventi nei più importanti corsi d’acqua, cercando di risolvere le situazioni più critiche. Ovviamente anche noi non siamo esenti da critiche, ma sono convinto che con l’aiuto di tutti, cittadini, amministrazioni, associazioni di categoria e ambientaliste, riusciremo a gestire correttamente tutte le situazioni, garantendo funzionalità idraulica e allo stesso tempo quel valore ambientale che ha fatto sì che le terre di Siena e la Maremma siano conosciute in tutto il mondo».
Con la riforma dei Consorzi di bonifica il 6 Toscana Sud (che conta 84 dipendenti) risulta essere quello con la maggiore estensione territoriale di tutta la Toscana, tra i più grandi d’Italia. Il comprensorio dell’ente si estende infatti su una superficie di 611.700 ettari, che interessa interamente o parzialmente 54 comuni delle province di Grosseto e di Siena, con circa 180.000+ consorziati.
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