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Grosseto

Cucciolo salvato dal cassonetto

Cucciolo salvato dal cassonetto

Saturnia, un uomo entra dentro e lo trova: aveva il cordone ombelicale attaccato

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SATURNIA. I lamenti che arrivavano da dentro il cassonetto non lasciavano spazio a dubbi. Tra la spazzatura qualcuno aveva buttato un cucciolo. Vivo. Alcune persone stavano già cercando tra i sacchetti aiutandosi con dei bastoni, ma Giuseppe Lucci, 28 anni, non appena si è reso conto della situazione, non ha esitato. «Se mi tenete aperto il coperchio del cassonetto, entro dentro e lo cerco io», ha detto. E così è stato.

Saturnia, pomeriggio di mercoledì 29 marzo, via Mazzini, una fila di cassonetti e un alcuni abitanti che si affaccendano intorno. «Avevano sentito dei guaiti – racconta Giuseppe – e così mi sono avvicinato. Sono dell’Enpa di Arcidosso, ho anch’io un cane e due gatti. Ho visto che non riuscivano a trovare l’origine di questo guaito e così ho deciso di infilarmi direttamente nel cassonetto».

Lì, in fondo, c’era un batuffolo bagnato, all’apparenza un cane, ancora col cordone attaccato e dentro la sua placenta. «Era freddo e quei guaiti erano un grido disperato d’aiuto – racconta –. L’ho preso in mano per scaldarlo e si è subito acquietato e ha cominciato a ciucciarmi il dito».

Per Giuseppe è stato amore a prima vista. Ma quello che aveva davanti era anche un reato. «Abbiamo chiamato subito i carabinieri della compagnia di Pitigliano – racconta – che sono stati gentilissimi e ci hanno messi in contatto con il canile di Ribolla».

Nel frattempo ha portato il cucciolo a casa della fidanzata, ha cercato di nutrirlo. «Con una siringa senza l’ago – racconta – gli ho dato un po’ di latte, uova e a panna, perché il latte delle cagne è molto grasso».

Poi, accordandosi con il canile, lo ha caricato in macchina ed è partito. A metà strada l’incontro col personale della struttura, al quale il cucciolino è stato consegnato intorno alle 21.

Giuseppe tiene le dita incrociate, sperando che sopravviva. E se così sarà, una volta svezzato una famiglia già lo aspetta. «L’ho detto al canile: lo prendo io. Questa è davvero una storia d’amore», dice Giuseppe.

Ma come a volte capita, c’è un colpo di scena. Per Giuseppe è arrivato ieri pomeriggio. «Il veterinario e mi ha detto che da asciutto è risultato essere un gattino». Un micio combattivo, attaccato alla vita davvero con gli artigli. E per Giuseppe non cambia nulla: «Lo voglio adottare appena si riprenderà». (f.f.)

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