Il dolore
Centrale in Val d’Orcia: il ministro dice sì
Nonostante le proteste, il progetto pilota dell’impianto geotermico a Montenero ha l’ok. L’ultima parola passa alla Regione
MONTENERO. Una doccia fredda per i cittadini di Montenero: il ministro dell’Ambiente, di concerto col ministro dei Beni culturali, ha firmato il decreto di approvazione del progetto pilota Montenero per la costruzione di una centrale geotermica in Val d’Orcia. Si attende la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Il progetto Montenero è fra quelli che il legislatore, a fronte di un iniziale decentramento a favore delle Regioni, ha successivamente ricondotto a livello statale come materia di impianti pilota sperimentali di interesse nazionale, ai fini della ricerca e dello sviluppo di nuove centrali geotermiche a basso impatto ambientale con reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza e con emissioni nulle.
Il progetto è andato avanti in modo turbolento, fra corsi e ricorsi, fra manifestazioni e opposizioni delle popolazioni locali, ed è arrivato oggi quasi al capolinea, perché mancano pochissimi passaggi fra cui l’ultimo, quello del parere positivo della Regione.
«Se la Regione desse il parere positivo – commenta Pino Merisio che fa parte del comitato di salvaguardia Orcia Inferiore che da subito si è battuto contro l’ipotesi di una centrale geotermica – la costruzione potrebbe partire».
A nulla sono valse, insomma, le alzate di scudi della popolazione e delle istituzioni che senza indugi si sono dichiarati contrari. Il progetto che ha visto contrari i maggiori imprenditori della zona, che ha fatto registrare incontri numerosi per dimostrare che la centrale Montenero, a due passi dai vigneti di Montecucco e dalle superbe piante di olivi montenerini, proprio non ci sta bene, è stato firmato dai ministri il 14 marzo scorso. Ora manca la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
«Da quella data – spiega Merisio – avremo 60 giorni per poter presentare eventuale ricorso. Ci vogliono un sacco di soldi per poterlo presentare, circa 16.000 euro, ma molti dei nostri hanno già dato la loro disponibilità a compartecipare e hanno manifestato la volontà di non mollare. Dovremo dunque decidere cosa fare e come muoverci e capire se è possibile raccogliere fondi anche con feste e manifestazioni, oltre che col contributo di privati. Dovremo fare in fretta perché i fondi sono tanti e i giorni per decidere e istruire la pratica pochi».
Il decreto ministeriale parte definendo «di interesse nazionale i fluidi geotermici» e decreta la compatibilità ambientale del progetto presentato da Gesto Italia, ma detta anche delle prescrizioni. Fra queste, la richiesta del dettaglio delle specie arboree da espiantare, la rete di monitoraggio microsismico per lo meno per un anno, il monitoraggio di quattro sorgenti per i parametri fisico chimici dell’acqua, la verifica della capacità di assorbimento dei fluidi geotermici da parte dei pozzi di reiniezione. Prescrizioni anche dai Beni culturali, se si dovessero trovare reperti archeologici.
A questo punto tutta la pratica trattata dall’avvocato Greco è nelle mani dei cittadini e degli imprenditori. Ma il sindaco Claudio Franci esprime una speranza concreta: «Siamo abbastanza tranquilliperché il 10 aprile la Regione approverà la zonizzazione, cioè la determinazione delle aree idonee e non idonee alla geotermia. Questo le permetterà di non procedere con la conferenza dei servizi e dunque di dare un parere su una centrale che nessuno vuole. In ogni caso la posizione ufficiale del Comune di Castel del Piano sarà espressa nel prossimo consiglio comunale».
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