La manifestazione
«Tassa di soggiorno per le seconde case»
Federalberghi chiede ai Comuni di mettersi in regola. «Sono migliaia e costituiscono un sommerso controproducente»
GROSSETO. «Vogliamo che i Comuni della provincia di Grosseto si mettano in regola con l’applicazione della tassa di soggiorno. La normativa regionale ne impone l’estensione alle seconde case che in Maremma sono migliaia e costituiscono un sommerso controproducente per il tessuto economico locale».
A lanciare un grido di allarme sono Maurizio Parrini e Pier Paolo Carpenetti, rispettivamente presidente e direttore di Federalberghi Grosseto, alla luce dell’entrata in vigore della legge regionale che obbliga a pagare la noiosa gabella non più solo i clienti delle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere ma anche i villeggianti delle locazioni turistiche affittate. La legge di riferimento che al momento non trova d’accordo operatori del settore ed amministratori è la 86/2016, pubblicata su Burt n.57 del 28 dicembre 2016, Testo unico del sistema turistico della Regione Toscana nel quale si legge: «gli alloggi locati per finalità turistiche... sono parificati alle strutture ricettive in materia di imposta di soggiorno». Ma il nodo sta proprio qui: l’applicazione della legge dagli intestatati delle cosiddette seconde case al momento non sembra esserci, almeno stando da un giro di contatti di Federalberghi Grosseto ai sette Comuni maremmani che hanno istituito l’imposta (Grosseto, Castiglione della Pescaia, Manciano, Follonica, Massa Marittima, Scarlino, Orbetello). Emerge che soltanto Castiglione risulti avere le idee chiare su tempistica e modalità di adesione alla nuova normativa e che questa sia già stata inserirla nel regolamento di attuazione.
«Non è una situazione comprensibile - spiegano Parrini e Carpenetti - nemmeno se si fa fede alla legge finanziaria che tutela la fiscalità delle imprese di settore imponendo ai Comuni di non aumentare la tassa». Una proiezione in piena stagione estiva legittima l’allarme di Federalberghi: nell’arco di tempo 1-8 luglio, ovvero in alta stagione e prendendo spunto dalle indicazioni fornite dai portali web di affitti di case estive, Airbnb e Homeaway, gli affitti presunti vengono stimati rispettivamente in 1.232 e 1.005. «Se togliamo Castiglione della Pescaia che è il Comune “virtuoso” - proseguono - e considerando 2-3 ospiti in media a casa, il mancato controllo da parte delle amministrazioni comunali e degli stessi proprietari potrebbe comportare una perdita al mese che si aggirerebbe sui 50-60 mila euro. I titolari delle seconde case dovrebbero esserne interessati perché un ammanco così grave alle casse comunali non consentirebbe di reinvestire il denaro che invece sarebbe utile a migliorare l'accoglienza ed i servizi delle località e quindi le loro attività».
Ma ci sono altre spinosità da risolvere: «Vorremmo sapere se l’obbligo di notificare alla Questura le generalità degli affittuari, come stabilito dal ministero degli Interni, sia assolto, così come vorremmo conoscere l’utilità dell’Osservatorio turistico di destinazione, di cui ogni Comune è dotato, che sappiamo avere funzioni consultive e riunirsi una volta l’anno. E infine perché il Comune di Grosseto ha attinto dalla tassa di soggiorno e non magari da fondi per la cultura per finanziare i lavori sulle Mura medicee?».
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