Finanza
Migranti, tra minacce e mani tese
Arrivi al centro del dibattito. Viva Magliano Viva denuncia commenti violenti su Facebook e invita a cambiare atteggiamento
MAGLIANO. L’accoglienza migranti continua ad essere al centro del dibattito politico. Da Santa Fiora a Magliano, da Grosseto a Pitigliano, il tema dell’arrivo di uomini, donne e bambini e la gestione della loro accoglienza entra nei consigli comunali.
Magliano. A Magliano il gruppo Viva Magliano Viva (centrosinistra) interviene con una nota sui terribili commenti razzisti apparsi su Facebook, alcuni contenenti anche minacce di morte, sui 35 migranti in arrivo in un casale nella proprietà di Antonella Vivarelli Colonna nel Parco della Maremma. «L’odio fomentato da qualche politico nazionale e locale, col solo scopo di raggiungere un facile consenso, sta portando a queste conseguenze», dice il gruppo. Che punta il dito contro il sindaco Diego Cinelli e la sua vice Mirella Pastorelli. Cinelli «dopo aver aizzato la cittadinanza contro l’ipotesi dell’accoglienza dei migranti, esser andato sulle tv nazionali a mostrare il peggior volto della propria comunità e promettendo ruspe e barricate, oggi, dopo che per giorni ha tenuto in silenzio la notizia, si ritrova a dover gestire la situazione e la prima cosa che fa è rivendicare la sua posizione di intolleranza e chiusura», dice VMv. Che suggerisce un approccio diverso: «Magliano provi ad accettare la sfida dell’integrazione. Diventi un laboratorio positivo. Viva Magliano Viva dà il benvenuto ai migranti».
Anche CasaPound Grosseto è intervenuta ma con tutt’altro approccio. «La scelta di ospitare migranti in un posto come questo – dicono Gino Tornusciolo e Stefano Rispi – si teme possa rivelarsi un ostacolo a chi vorrà frequentare le spiagge nei pressi della struttura, con conseguenze negative anche per l’economia».
Santa Fiora. A Santa Fiora, tramontata l’ipotesi di vedere 40 migranti in un ex albergo di Marroneto e approvata in consiglio comunale l’adesione allo Sprar che prevede un numero di migranti proporzionale a quello degli abitanti del comune (per Santa Fiora sarebbero una decina), si alza la voce dei consiglieri di minoranza Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi della civica Un Comune per tutti. Secondo cui l’adesione al progetto significa comunque una cosa sola: «Sindaco e consiglieri di maggioranza hanno deciso, approvando un atto ufficiale, di far venire gli immigrati in questo comune». La minoranza lamenta anche di non essere stata interpellata, così come – dice – non è stata ascoltata la voce degli abitanti di Marroneto. «Da parte del sindaco e dei suoi amici c’è una patetica e tragicomica prova di confondere le carte», concludono.
Pitigliano. Chi crede nel progetto Sprar è, invece, l’amministrazione di Pitigliano che, come il Comune di Santa Fiora, è pronto ad aderirvi per scongiurare la creazione di un Centro di accoglienza straordinaria in una sua frazione, il Casone. L’ultimo consiglio comunale ha confermato la propria contrarietà alle modalità di gestione dei flussi attuate a livello nazionale con l’imposizione coatta alle comunità locali da parte delle Prefetture. «Il consiglio comunale – si legge in una nota – ritiene che il modello di ospitalità delle persone che arrivano in Italia per fuggire a situazioni drammatiche di guerra e di difficoltà economiche debba prevedere in primo luogo integrazione e inclusione delle popolazioni ospiti. Il Comune di Pitigliano nel rispetto delle indicazioni del consiglio dovrà presentare un progetto Sprar proprio per superare la logica prevista con il centro Cas al Casone. Con lo Sprar il Comune assume pienamente la responsabilità nella gestione dell’accoglienza dei migranti».
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