Il Tirreno

Grosseto

«Tanto o poco, faremo più di loro»

«Tanto o poco, faremo più di loro»

Solidarietà per Giovanni e Viola. Che ribattono: «Atlante è un soggetto privato»

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GROSSETO. La risposta dei Lamioni (Viola e Giovanni) non si è fatta attendere. Prima una nota diffusa sui social network e inviata ai giornali che ha suscitato miriadi di commenti. Poi la conferma, a voce, dell’arrabbiatura.

«In poche ore abbiamo ricevuto decine di messaggi e telefonate di sostegno – dice Lamioni – da amici, conoscenti, estranei, politici di destra e di centrosinistra. E anche da alcuni elettori di Grillo. È la conferma di come stavolta la cupola del Movimento abbia sbagliato clamorosamente il tiro».

Dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ai consiglieri comunali Bruno Ceccherini e Gino Tornusciolo, passando per esponenti Dem come Fulvia Perillo, Christian Sensi e Matilde Giovani, in molti hanno scritto a Lamioni e alla figlia difendendo la loro iniziativa imprenditoriale.

«Abbiamo detto più volte e a chiare note – commenta Lamioni al telefono – che questa operazione, la fondazione, nasce in famiglia, è privata e si rivolge ai privati. Non vedo cosa c’entrino i cinquestelle... Alcuni dei consiglieri firmatari li conosco bene e non mi aspettavo un attacco pieno di farneticazioni, accuse, ironia gratuita e offensiva. Ecco, quando parlo di rosiconi, spie e gufi mi riferisco a persone così...».

La replica di Lamioni è altrettanto dura. Dopo aver ricordato il lavoro svolto con la Camera di commercio, l’ex presidente affonda il coltello: «Mi sono dimesso dalla presidenza della Camera di commercio e dalla vicepresidenza di Unioncamere e sono uscito dalla scena politica dopo l’esito negativo delle Regionali, ma non sono mai andato via, a differenza di loro, che non sono mai arrivati da nessuna parte. Di corbellerie, probabilmente, ne ho commesse più di due, ma non ne commettono solo quelli che non fanno nulla. Per il resto mi aspetto che venga apprezzato lo sforzo di privati che impegnano patrimonio e risorse della famiglia e della propria azienda per migliorare l’offerta della città».

Poi la difesa della figlia Viola. «Criticano perché la presidente della fondazione è mia figlia. Viola è preparata e pronta a ricoprire questo ruolo, prima di tutto perché ci crede. Non hanno capito poi, i cinquestelle, che si tratta di una fondazione che ha un carattere familiare, aziendale. Chi avrebbe dovuto essere il presidente? Uno dei loro di figli? Non sanno neanche che la maggior parte delle fondazioni private sono rette da componenti della famiglia o dell’azienda che le ha promosse. E comunque, poco o tanto, qualunque cosa faremo per questa terra sarà sempre più del niente prodotto da questa gente diffidente, gelosa, invidiosa».

L’ultima parola è di Viola Lamioni: «Il mio impegno prevalente è quello di studiare, ma ho scelto anche di impegnarmi e fare qualcosa per la comunità in cui sono sempre vissuta, in un mondo che sembra invece suggerire a noi giovani di arrenderci. Sono fiera di mio padre, di quello che ha fatto, per quello che stiamo facendo insieme e per quel che faremo. Le azioni sono più forti delle parole, creare è molto più divertente che distruggere. Andremo quindi avanti con orgoglio e passione, magari convincendo anche coloro che oggi ci hanno attaccati».

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