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Pereta: nuova Via per la centrale

Pereta: nuova Via per la centrale

Allarme del comitato Sos Geotermia: impianto vicino a Colle di Lupo

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PERETA. Il permesso di ricerca per esplorare se a Pereta vi sia o no fluido geotermico da sfruttare, va avanti. Ma il comitato Scansano Sos Geotermia alza le barricate ed esprime grande preoccupazione per l’attivazione di una nuova procedura di Via (valutazione di impatto ambientale).

Tale procedura, spiegano quelli del comitato scansanese, ha per oggetto l’esecuzione di due pozzi esplorativi profondi, di cui uno deviato, di 3.500 metri, che va a occupare un’area complessiva di 9.500 metri quadrati all’interno del comune di Magliano, nella valle adiacente alla bellissima zona di Colle di Lupo.

Il sito si trova al confine tra i comuni di Scansano e Magliano, sulla strada tra Sterpeti e la Capitana, in località Corso - Poggio Bestiale.

La società titolare del permesso di ricerca è Futuro energia srl e i lavori rientrano nel permesso di ricerca chiamato “Pereta”. Direttore dei lavori, direttore di cantiere, assistente tecnico e ditta esecutrice sono gli stessi del cantiere aperto a Pancole con il permesso di ricerca chiamato “Scansano”, d cui è titolare Terra energy.

Nella zona esiste poi un terzo permesso di ricerca, “Pomonte”, sempre di Terra Energy, nei territori di Scansano, Manciano e Magliano.

Di fronte al progetto Pereta che sta andando avanti, il comitato Sos Geotermia giudica tale iniziativa «assolutamente contraria al percorso che si è cercato di intraprendere in questi mesi» perché «se è vero che il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, in occasione di una visita ufficiale a Casole d’Elsa, ha ribadito l’impegno della Regione a ricercare l’intesa sulle aree non idonee con i Comuni interessati, attraverso una ricognizione che tenga conto sia dei vincoli esistenti di natura paesaggistica e ambientale, sia degli strumenti urbanistici delle amministrazioni comunali, sia, infine, della vocazione produttiva del territorio, è altrettanto vero che alle parole devono seguire i fatti».

Per il comitato «non bisogna consentire a società con esiguo capitale sociale di fare opere così invasive in una porzione di territorio dall’immenso valore paesaggistico e con una forte vocazione vitivinicola e agricola di eccellenza».

Il comitato si rivolge dunque a forze politiche locali, realtà produttive e cittadini, chiedendo «con forza una ferma convergenza a difesa del territorio contro ogni tentativo speculativo che mira solo al depauperamento delle risorse, vanificando così anni di sforzi e di investimenti, anche importanti, e all’arricchimento delle tasche di pochi».

Infine quelli di Sos Geotermia scansanese chiedono che la zona di Colle di Lupo, in quanto sede di produzioni di alta qualità di vini Doc e Docg, debba ricadere assolutamente nella mappatura delle zone non idonee allo sfruttamento geotermico, «mappatura – sottolineano – che la Regione non ha ancora reso nota».

Dunque ancora proteste per l’ipotesi di centrali geotermiche anche se a ciclo binario. Proteste che la Regione aveva tentato di smorzare annunciando una mappatura di aree idonee e non idonee allo sfruttamento geotermico, e il coinvolgimento nelle decisioni dei comuni interessati (non è ancora ben chiaro se con potere decisionale o soltanto consultivo). Ma ancora la mappatura non c’è e come si supponeva, ogni comune e ogni comitato giudica non opportuno l’impianto delle centrali nel proprio territorio. E d’altra parte è comprensibile che sia così, vista la vocazione toscana all’agricoltura, all’allevamento e ai prodotti tipici e griffati. C’è da scommettere che nessun Comune ammetterà spontaneamente di essere intenzionato diventare luogo di sfruttamento geotermico. (f.b.)

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