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Le bottiglie di olio usato ora si lasciano per strada

di Giovanna Mezzana
Le bottiglie di olio usato ora si lasciano per strada

GROSSETO. Carta canta, anzi, foto canta (come questa accanto). Adesso ci sono anche gli scatti fotografici che testimoniano quanto segnalato da alcuni residenti del quartiere Pace in occasione della...

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GROSSETO. Carta canta, anzi, foto canta (come questa accanto). Adesso ci sono anche gli scatti fotografici che testimoniano quanto segnalato da alcuni residenti del quartiere Pace in occasione della prima tappa di Caffé Tirreno (sabato 18 marzo), l’iniziativa con cui i giornalisti incontrano i cittadini. Come la foto mostra, c’è chi abbandona per strada, accanto ai cassonetti della spazzatura, bottiglie di plastica nelle quali si è preso l’incombenza di raccogliere l’olio usato in cucina.

E questo succede perché al quartiere Pace in tanti avevano preso la buona abitudine a non gettare il rifiuto senza accortezza: il problema è che non c’è più un punto di raccolta dell’olio usato ai fornelli da quando è chiusa la Coop di via Inghilterra che offriva il servizio. O meglio: il problema vero è che non si è rimediato al venir meno del contributo pro ambiente che il supermercato offriva. La foto, che ci ha inviato Sabina Rombaldi, una delle nostre “sentinelle” del quartiere Pace, “immortala” un sacco di carta, con dentro tre bottiglie piene di olio, lasciato accanto al cassonetto nel parcheggio del market. Per inciso: le sentinelle sono quei cittadini che si sono presi l’impegno di segnalarci se i problemi sollevati da voi durante le tappe di Caffé Tirreno vengono risolti o meno (dall’amministrazione comunale, dall’Asl, dai consorzi, dalle aziende di pubblico servizio... che hanno competenza e obblighi in ambito cittadino).

I residenti ci avevano segnalato sia la cattiva pratica dell’abbandono (forse quasi peggiore dell’abitudine di rovesciare l’olio giù dagli scarichi di casa), sia la mancanza di un servizio sostitutivo di raccolta. Nelle settimane precedenti all’esordio di Caffé Tirreno alcuni di loro avevano segnalato anche il problema al Comune con una lettera aperta al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna datata 15 febbraio. Tutto tace. Peccato: le buone abitudini si radicano con estrema difficoltà, e, una volta prese, si perdono in un battito d’ali.

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