La manifestazione
Competitività e welfare Cassa Edile cerca il rilancio
GROSSETO. L’edilizia in Maremma è in crisi ma le prospettive sono confortanti. Il lavoro è in calo ed è persa oltre la metà dei lavoratori, le difficoltà di accesso al credito esistono ed incidono...
GROSSETO. L’edilizia in Maremma è in crisi ma le prospettive sono confortanti. Il lavoro è in calo ed è persa oltre la metà dei lavoratori, le difficoltà di accesso al credito esistono ed incidono nel tessuto produttivo locale ma le risorse per tutelare le maestranze, almeno per i prossimi vent’anni, ci sono.
È quanto è emerso nel corso di uno studio realizzato da Cassa Edile di Grosseto, composta da rappresentanti di Ance (Associazione costruttori edili) e Federazioni nazionali dei lavoratori delle costruzioni, che presta assistenza agli operai edili. Il documento illustra i dati negativi che mettono in mostra un’evidente flessione subita dal settore in provincia dal 2008 ad oggi. In dieci anni (per il 2017 si tratta di previsioni sula base del trend del 2016) il drastico calo ha riguardato tutti i comparti: le imprese -39,94% (999-600); i lavoratori -53,81% (5.629-2.600); le transazioni commerciali -44% (3.666-2-053); i lavoratori per impresa -1,3% (5,6-4,3); massa salari -38,07% (45.211-28.000).
Le cause? Oltre alla piaga dell’evasione e del lavoro nero, i vertici di Cassa edile Grosseto puntano il dito sulle modalità di assegnazione delle gare di appalto con l’impresa vincitrice che viene scelta per sorteggio e non per requisiti di merito economico. «Viviamo in una situazione deprimente - dicono Bruno Rosi e Gianni Bracciali, presidente e vice di Cassa Edile Grosseto - ma è possibile che l’impresa che si occuperà di costruire un edificio venga decretata a caso, per estrazione e non per criteri di solidità economica? La vita delle imprese edili che hanno tutto in regola per partecipare ed aggiudicarsi un bando viene così pregiudicata e questo, a lungo andare, porta alla riduzione del personale se non alla chiusura».
Regna comunque un deciso ottimismo nella sede di via Monterosa, grazie al ruolo che Cassa Edile svolge come prototipo di welfare aziendale, ovvero di ente a sostegno dei lavoratori edili e forte delle numerose competenze assistenziali che le vengono riconosciute: fra queste, fornitura di indumenti e mezzi protettivi, contributi al sostegno delle spese scolastiche e sanitarie, copertura assicurativa per infortuni professionali ed extra, certificazione di regolarità contributiva delle imprese iscritte, assistenza e consulenza anche a soggetti terzi (pubbliche amministrazioni, commercialisti, consulenti del lavoro). Inoltre, nonostante le minori entrate dovute alla riduzione della pressione contributiva a carico delle imprese locali ed alla crisi in cui versa il settore, in dieci anni Cassa Edile ha mantenuto un equilibrio tra costi e ricavi riuscendo a garantire tutte le prestazioni assistenziali (a cui si aggiungono gratifica natalizia, anzianità professionale e rimborsi malattia/infortuni) agli operai per oltre 55 milioni di euro. «Lanciamo un grido di dolore per le nostra imprese - concludono - ma siamo consapevoli che grazie alle risorse che abbiamo possiamo garantire loro assistenza continua per almeno altri vent’anni. Sarebbe però utile un cambio di tendenza con un maggior monitoraggio nell’edilizia pubblica e più controlli e repressione all’evasione fiscale ed alla concorrenza sleale».
Stefano Fabbroni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
