Sicurezza
Centrale unica, mille firmatari in attesa
Grosseto al centro lamenta la mancata risposta del sindaco. «Scriveremo al ministro Minniti e al presidente Mattarella»
GROSSETO. Da più di sei mesi oltre mille grossetani aspettano una risposta alla petizione con cui sollecitavano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna a «chiedere al prefetto di Grosseto la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ponendo all’ordine del giorno l’introduzione del numero unico europeo per le emergenze 112 e la realizzazione di un’unica centrale operativa interforze».
A sollevare la questione l’associazione Grosseto al centro che ha promosso la petizione e che ora chiede conto al Comune con una nota inviata anche al sindaco, all’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti e al presidente del consiglio comunale Claudio Pacella. «A distanza di oltre cinque mesi dai termini previsti dal regolamento comunale - spiega Matteo Della Negra - solo lunedì ci è arrivata una risposta scritta da parte del sindaco in cui si dice che la petizione è stata inoltrata ai competenti uffici protezione civile e affari istituzionali». Grosseto al centro considera insufficiente oltre che tardiva la risposta arrivata dal sindaco e lo fa in un periodo “caldo” in cui la questione della sicurezza in città è all’ordine del giorno.
Proprio alla luce di questo Matteo Della Negra vuole richiamare il senso della petizione. «Per garantire la sicurezza urbana e la pubblica incolumità - dice - serve un’azione strutturale e come dicono anche gli esperti nazionali e internazionali solo la centrale operativa unica e interforze e l’adozione del numero unico 112 per le emergenze sono la condizione per poter garantire sicurezza e prevenzione. Quando reprimi il crimine, il degrado e i vandalismi hai già fallito: bisogna prevenire. L’adozione del numero unico e del centralino interforze sul modello del 911 americano consentirebbero grandi vantaggi: maggior coordinamento e condivisione delle informazioni con l'unificazione dei database, tempi di intervento ridotti e soprattutto maggior disponibilità di risorse umane sul territorio dove c’è bisogno di vigilanza e di prevenzione».
«Io c’ero quando abbiamo consegnato le firme al sindaco - aggiunge un altro componente dell’associazione, Roberto Carlettini - Ricordo bene che Vivarelli Colonna disse che non poteva non condividere lo scopo di questa petizione. Eppure abbiamo atteso per sei mesi una risposta. Tra l’altro non è stato facile raccogliere mille firme perché significa spiegare bene ad altrettante persone il perché della nostra proposta. Ora coloro che hanno firmato ci chiedono giustamente conto ed è frustrante dover dire che non abbiamo ricevuto risposta».
L’associazione Grosseto al centro non si ferma qui e annuncia un nuovo passo. «Stiamo preparando una lettera da inviare al presidente della Regione Enrico Rossi, al ministro Marco Minniti e al presidente della Repubblica Luciano Mattarella - dicono Della Negra e Carlettini - in cui illustreremo la petizione chiedendo che sia ascoltata almeno a livello regionale e nazionale. Faremo presente che non è stato rispettato il regolamento comunale che disciplina gli strumenti di partecipazione popolare in base al quale il sindaco avrebbe dovuto risponderci tramite gli uffici competenti entro trenta giorni dal ricevimento delle firme».
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