Il dolore
Quell’incrocio al buio «Problema di sicurezza»
GROSSETO. Tra i problemi del centro segnalati al Caffè Tirreno uno va a braccetto con la questione sicurezza invocata da tutti: l’illuminazione. La segnalazione arriva da via Bengasi dove da anni...
GROSSETO. Tra i problemi del centro segnalati al Caffè Tirreno uno va a braccetto con la questione sicurezza invocata da tutti: l’illuminazione. La segnalazione arriva da via Bengasi dove da anni commercianti e residenti combattono con il buio.
Uno dei punti critici è il crocevia tra via Bengasi, via Tagliamento e via Amiata. Proprio lì vicino ci sono gli appartamenti della Cav La Torretta di cui è titolare Renato Montanari. Si tratta di una struttura che ospita turisti per i loro soggiorni in città ma sicuramente il buio non è un bel biglietto da visita per questi ospiti. Il problema lo conosce bene anche Silvia Birigazzi che dal 1989 lavora nella tabaccheria della madre Franca Stoykovic all’angolo tra via Bengasi e via Tagliamento. «Prima e dopo l’incrocio c’è un solo punto luce - indica la tabaccaia - lo stesso in via Tagliamento e in via Amiata. Nel mezzo dell’incrocio non c’è proprio nulla. E poi si tratta di vecchie lampade che emettono una luce calda».
Il risultato è che la zona è buia con gravi disagi per chi vi abita, per chi è solo di passaggio e per i commercianti. «Due anni fa ho installato a mie spese un faro alogeno perché mi illumini almeno l’ingresso laterale su via Tagliamento - dice Silvia - perché il buio era tale che la sera non riuscivo neanche a chiudere la saracinesca. Ma il problema è la sicurezza visto che tra le attività più prese di mira dalla criminalità ci sono proprio le tabaccherie».
Il faro aggiuntivo è stato messo solo su un lato, precisa la tabaccaia, perché «sul lato di via Bengasi ho un po’ più di luce grazie alla presenza del ristorante Il Carrettino». La tabaccheria di via Bengasi e le altre attività vicine hanno cercato nel tempo soluzioni per questo problema. «Quando era assessore Andrea Agresti, il padre dell’attuale vicesindaco Luca Agresti - dice Silvia Birigazzi - decidemmo di promuovere una petizione per chiedere più illuminazione ma alla fine eravamo pochi firmatari tra esercenti e abitanti e di quel documento non ho più neanche una copia. In seguito abbiamo cercato di capire come stesse la faccenda. Risultato? Il Comune diceva che era competenza di Enel ed Enel che doveva pensarci il Comune».
«Siamo consapevoli - precisa la tabaccaia - che l’impianto è vecchio e che non siamo i soli in queste condizioni ma chiediamo di potenziare l’illuminazione. Sarebbe già qualcosa se su via Tagliamento ci fossero due lampade anziché una. I malintenzionati se vogliono colpiscono anche quando una via è ben illuminata ma più illuminazione sicuramente scoraggia». Sempre a proposito del buio Montanari segnala anche che negli anni si sono ridotte, fino quasi a scomparire, le luminarie natalizie che almeno nel periodo delle feste compensavano la scarsa illuminazione.
Sara Landi
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