Il Tirreno

Grosseto

MATRIMONI E UNIONI CIVILI

Nuove regole per il “sì” a Grosseto

Nuove regole per il “sì” a Grosseto

Cerimonie anche fuori dalle sedi tradizionali: si cercano location

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La sala del consiglio comunale, il Cassero Senese, il Museo archeologico: i luoghi dove “dire sì” a Grosseto (se non ci si vuole sposare in chiesa) sono da sempre questi e questi restano anche dopo l’arrivo delle unioni civili. Presto però alle tradizionali location cittadine si aggiungerà un ricco carnet di alternative: dalle spiagge a luoghi (pubblici e privati) di particolare charme, anche a Grosseto sarà possibile scegliere “il posto del cuore” per il giorno più bello.

La novità arriva con il nuovo regolamento in materia di matrimoni e unioni civili approvato dal Comune. L’atto che consente di ampliare le sedi deputate alle cerimonie è passato a larga maggioranza durante il consiglio comunale del 23 marzo. «Sino a oggi – spiega l’assessore ai servizi Demografici, Giacomo Cerboni – l’Ente si è mosso tramite disciplinari della giunta. D’ora in poi invece tutto sarà più preciso e strutturato. A partire dall’organizzazione degli uffici, ottimizzati per rispondere in maniera efficace e tempestiva a tutte le richieste dei cittadini in qualisiasi periodo dell'anno».

Il passaggio a un vero e proprio regolamento fissa infatti dei punti di riferimento chiari: luoghi, tariffe, calendari, modalità di richiesta. Ma la vera novità sarà dedicata alle location: oltre a quelle storicamente disponibili, infatti, gli uffici lavoreranno per identificare punti di particolare rilievo paesaggistico e dunque turistico. La direzione intrapresa è dunque quella che va verso una crescita dell’offerta che possa comprendere anche luoghi del litorale costiero e dell’entroterra gestiti da privati. «Siamo già impegnati – prosegue Cerboni – nella redazione di un avviso dedicato a tutte quelle strutture che vorranno partecipare. L’intenzione è di non limitarsi al solo patrimonio in dote all’Ente, ma di andare oltre: saranno coinvolti sia soggetti privati che altre amministrazioni pubbliche. Vogliamo offrire a tutti un servizio ricco ed efficiente e, al contempo, valorizzare e promuovere le bellezze della nostra terra».

In attesa che il “listino delle location” sia pronto, il nuovo regolamento ribadisce o precisa alcune norme fisse delle quali è bene tenere conto. Per esempio i giorni dell’anno in cui matrimoni e unioni civili non possono essere celebrati: il 1º e il 6 gennaio, Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile, il 1º maggio, il 2 giugno, il 10 agosto (San Lorenzo), Ferragosto, 1º novembre, Natale, Santo Stefano e 31 dicembre.

Occhio poi a non esagerare con la festa: gli “sposi” possono addobbare i locali della cerimonia, ma devono subito dopo rimuovere tutto, pena sanzioni. Così come pagheranno di tasca eventuali danni ai locali.

Infine, i ripensamenti all’ultimo tuffo costano: le “location” si pagano in anticipo e chi dovesse rinunciare a meno di quindici giorni dalla fatidica data non sarà rimborsato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web