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La pasta “È Maremma” è pronta per la tavola

 La pasta “È Maremma” è pronta per la tavola

GROSSETO. «Con questa pasta vi porterete via un pezzo del nostro territorio, ma anche una parte della nostra anima. Avrete però l’obbligo di trattarla bene». Massimo Emiliani, l’ex sindaco di...

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GROSSETO. «Con questa pasta vi porterete via un pezzo del nostro territorio, ma anche una parte della nostra anima. Avrete però l’obbligo di trattarla bene».

Massimo Emiliani, l’ex sindaco di Castiglione della Pescaia, in veste di presidente della Paleo Maremma, ha presentato così, ieri mattina, nella sala convegni della Coldiretti in via Orcagna, la pasta “È Maremma”, prodotta con il grano duro Senatore Cappelli, una qualità di grano molto antico, nato ai primi del Novecento.

Emiliani è l’anima di un gruppo di nove soggetti (che si sono avvalsi del supporto tecnico della facoltà di agraria dell’Università di Pisa), che hanno deciso di imbarcarsi in un’avventura, che vuole portare all’attenzione della collettività, in un momento in cui si combatte alla Comunità europea una battaglia sull’etichettatura, un prodotto esclusivamente maremmano, nato usando grano duro prodotto tra Roccastrada e Castiglione della Pescaia, macinato dal Molino Grassi di Parma e confezionato dal pastificio Mennucci di Lucca.

Il gruppo. Hanno aderito al progetto Cooperativa San Rocco, Paolo Lorenti, Fabio Fralassi, Massimo Emiliani, Loriano Casini, Fabio Iacuzzo, Graziano Nelli, Renzo Fedi, Juri Emiliani.

«È una pasta unica nel suo genere - sottolinea Emiliani - e si caratterizza dalle altre per la sua digeribilità, previene le intolleranze e non essendo stato contaminato da modificazioni artificiale regge bene la cottura. Mangiare questa pasta è come un emigrante che ritrova i sapori di casa».

Una pasta che ben si addice anche ai più piccoli, tanto che la vicesindaca di Castiglione Elena Nappi annuncia che «dal prossimo anno sarà prevista nel bando per l’aggiudicazione del servizio mensa».

La storia. «Tutto è iniziato un anno e mezzo - racconta Emiliani - quando ho deciso di acquistare dalla Cooperativa San Rocco il grano antico Cappelli. Prima di arrivare alla nascita della società ci sono stati dei passaggi. La prima svolta è stata quando mi ha chiamato la Cooperativa San Rocco, che ha mostrato fiducia nell’idea, insieme a Lorenti e Fralassi, i primi a crederci, poi con l’aiuto di Mario Macchia e con quello di Luciana Gabriella Angelini, docenti dell’università di Pisa, abbiamo cominciato a rendere concreto il progetto».

Prima di arrivare alla presentazione di ieri mattina, alla quale sono intervenuti i vertici provinciali (il presidente Marco Bruni e il direttore Andrea Renna) e regionali (il presidente Tullio Marcelli) di Coldiretti, e la deputata Monica Faenzi, il consigliere regionale Leonardo Marras, il presidente del Consorzio Agrario del Tirreno Massimo Neri, gli amministratori di Castiglione della Pescaia Nappie Federico Mazzarello e il dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero Alfonso De Pietro.

E proprio gli studenti dell’Alberghiero hanno preparato una degustazione in via Meda dei tre tipi di pasta prodotti inizialmente (penne rigate, caserecce e spaghetti), oltre al farro perlato e alla farina di ceci.

«Nella nostra ricerca di aziende che credessero nel progetto - ha sottolineato Lorenti - siamo riusciti ad arrivare nel 2016 ad una quindicina di ettari di coltivazioni (ne abbiamo fatti un paio a testa per prova) che ci hanno permesso di commercializzare 170 quintali di pasta. Il nostro obiettivo è di arrivare ai cento ettari. Già nel 2017 ci sarà un sostanziale aumento della produzione: a fronte di 50-60 ettari di grano puntiamo a commercializzare circa 600 quintali di pasta».

«La pasta È Maremma si trova già nel menu di Daniele Magrini, chef della Baia dei Butteri a Castiglione della Pescaia e può essere gustata alla Stanzetta di Sticciano, gestito da mio figlio Tommaso - sottolinea Emiliani - ma con la partnership della Fredditalia continuiamo di ampliare il numero dei ristoranti in Maremma. Fra poco però partirà anche la vendita con l’e-commerce».

Chi vuole assaggiare la pasta fatta con grano Cappelli può trovarla a Follonica, Principina a Mare, alla Cantina del Cristo e a Castiglione. «L’operazione - sottolinea il presidente di Coldiretti Bruni - coinvolge i turisti che porteranno a casa un ricordo speciale».

I costi. Un chilo di pasta È Maremma costerà al cliente 7,5 euro, visto che viene venduta a 4,90 euro al grossista.

«Il grano Cappelli - spiega Fedi - costa il doppio di un grano normale e rende meno della metà. Produrre un chilo di pasta costa alla Paleo circa due euro».

«Non tragga in inganno - ha sottolineato il presidente regionale di Coldiretti Marcelli - il prezzo. In fondo un piatto di pasta, cento grammi, costa meno di un caffè».

«È un prodotto di nicchia di grande qualità», secondo Faenzi, mentre per Marras è «un esempio per chi crede nell’imprenditoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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