Finanza
Altre due pecore sbranate dai predatori
Assalto in pieno giorno vicino a Manciano. Lo sfogo dell’allevatore: «Noi vittime di scelte politiche»
MANCIANO. Ancora sangue nei pascoli della Maremma. Predatori non meglio identificati sterminano greggi, disperdono capi e lasciano terrore nei branchi sopravvissuti. Ci sono allevatori che ormai sono decine di volte che vengono aggrediti e fra questi c’è Carmelo Masala che ha una grande azienda di allevamento in quel di Manciano. E anche domenica scorsa, in pieno giorno, i predatori sono tornati a Pian di carraie, Riparossa di Manciano e intorno alle 11,30 hanno fatto razzia.
Un disastro: due pecore morte spolpate, una ferita e sette o otto che mancano all’appello. Una perdita di oltre 10 capi in un sol colpo, senza considerare il danno per le altre che non produrranno più latte per giorni o abortiranno se incinte.
«Proprio mentre la televisione faceva vedere una manifestazione animalista a Roma contro il piano lupo - si sfoga Masala - mentre uno dei manifestanti diceva che i lupi non si possono uccidere perché animali vivi, ecco, proprio nello stesso momento 10 animali ugualmente vivi venivano uccisi. Ma ormai si sa. Per gli animalisti le pecore non contano. Loro dicono che il lupo va salvaguardato, costi quel che costi. Io dico che bisogna salvaguardare la pecora. È questo che proprio non mi va giù. Le pecore che non hanno difesa alcuna sono le vittime. E non sono le vittime del lupo, ma sono vittime di scelte politiche grottesche. Ci obbligheranno davvero a lasciare i territori in mano a lupi, ibridi e cinghiali».
Scelte politiche che il comitato di Magliano in Toscana, nato lo scorso febbraio, e a cui Masala appartiene, cerca di correggere, ma che per adesso non sta ottenendo nulla di concreto. «Addirittura il piano lupo - sbotta Virgilio Manini, presidente Agnello Igp e allevatore di Saturnia - proposto dallo stesso ministero all’ambiente, è fermo al palo. Chiediamo il perché. Comprendiamo le pressioni ambientaliste, ma ci sembra davvero limitante per questo nostro settore, dare retta solo a chi nei territori non vi lavora e sta dietro a scrivanie di città. Fra l’altro, il ministro che aveva promesso una sua visita a Grosseto, cuore dell’agricoltura e dell’allevamento, traccheggia e non riusciamo a farci dare la data dell’incontro. I sindaci che sono i più colpiti, con gli allevatori, dalle predazioni, avevano ricevuto la promessa dallo stesso Galletti che li aveva incontrati, che il ministro sarebbe venuto in Maremma. Ma oltre gli ambientalisti c’è per caso qualche altra pressione che impedisce che venga onorata la promessa?».
Intanto il comitato di Magliano in Toscana ha scritto anche al presidente Repubblica Mattarella per essere ricevuto e ascoltato in merito alle predazioni dal capo dello Stato. E a breve la seconda commissione consiliare alle attività produttive della regione Toscana riceverà in audizione i sindaci dei Comuni più colpiti, dopo aver sentito, in audizione separata, associazioni di categoria e ambientalisti. (f.b.)
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