Sicurezza
Crisi Unicoop Tirreno: scampati i licenziamenti. Sì agli ammortizzatori sociali
Un verbale tra sindacati e manager scongiura il rischio della perdita di posti di lavoro. Sì alla “cassa” e alla “solidarietà”
GROSSETO. Nonostante la crisi, Unicoop Tirreno non licenzierà. I posti di lavoro sono stati messi in cassaforte: almeno per ora. Lo dice un verbale – definito «importante» dai sindacati confederali – e firmato il 25 marzo a Firenze da Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uil Uiltucs e il top manager di Unicoop Tirreno Ezio Cristetti, che dal 1° marzo ha preso il posto di Franco Giampaoletti al quartier generale di Vignale Riotorto e quindi anche al tavolo delle trattative dove si cerca di arginare gli effetti più devastanti del debito di ossigeno dell’ex Proletaria, che ha un passivo 2015, ultimo dato disponibile, di 24,2 milioni di euro.
Con quel verbale – che ancora non ha lo status di accordo – è stato scongiurato il rischio che la Cooperativa intraprenda scelte unilaterali e abbia quindi mano libera sui licenziamenti. Era del resto questa la spada di Damocle che fino a sabato pendeva sulla concertazione qualora, superata la data-limite del 31 marzo, non si fosse raggiunta un’assonanza di intenti tra sindacato e Unicoop. «Dire che siamo “soddisfatti” forse è eccessivamente ottimista – valuta Stefano Vermigli di Cgil Filcams Grosseto – ma l’obiettivo primario di evitare il dramma della perdita di posti di lavoro è stato evitato. Per il momento possiamo accontentarci». È del resto desolante il panorama di come la grande distribuzione organizzata si sta barcamenando sul mercato: basterebbe la debacle di Carrefour, che su 600 licenziamenti tira dritto, per essere contenti dell’apertura arrivata da Vignale Riotorto.
C’è anche altro nel verbale firmato a Firenze tra sindacati confederali – c’erano le rappresentanze nazionali, regionali, provinciali – e Cristetti: c’è con quali strumenti gestire la crisi sul fronte della tutela dei lavoratori tolta dal campo l’ipotesi dei licenziamenti. L’idea è: ricorrere agli ammortizzatori sociali. E cioé: si parla di cassa integrazione straordinaria per un anno da applicare alla forza lavoro impiegata nella sede centrale di Vignale Riotorto; alla scadenza, si valuterà se sarà necessario prolungare il ricorso a questo salvagente; sulla rete commerciale, cioè i negozi, verrà invece applicato il cosiddetto contratto di solidarietà che prevede una riduzione dell’orario di lavoro con effetto in bustapaga calmierato per il 70-80% dall’intervento di Inps (che copre una quota della “corrosione”).
Il verbale fiorentino non può definirsi ancora un vero e proprio accordo: perché lo diventi, la prossima tappa è l’11 aprile, quando sindacati e cooperativa si riuniranno di nuovo. Sul fronte di Cgil, Cisl, Uil il morale è a un buon livello: «Pur parziale – aggiunge Vermigli – è un primo risultato, che è merito anche della compattezza del fronte sindacale», “modus operandi” «che ha caratterizzato – conclude – la trattativa fin dall’apertura della vertenza».
IL PIANO PRESENTATO A GENNAIO DALL'AZIENDA
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