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«Sul no a SportAmico il Comune ci ripensi»

«Sul no a SportAmico il Comune ci ripensi»

GROSSETO. Anche Fare Grosseto esprime disappunto per la decisione del Comune di Grosseto di tagliare i fondi, e di fatto cancellare, il progetto SportAmico che avvicina migliaia di bambini allo sport....

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GROSSETO. Anche Fare Grosseto esprime disappunto per la decisione del Comune di Grosseto di tagliare i fondi, e di fatto cancellare, il progetto SportAmico che avvicina migliaia di bambini allo sport.

«Con grande rammarico apprendiamo che il Comune di Grosseto non sosterrà più il progetto Sport Amico del Coni – dice Fare Grosseto – un progetto che è stato di grande aiuto per lo sviluppo educativo e sociale di migliaia di bambini tra i 6 e i 10 anni. Comprendiamo che nel momento attuale ci sono tante priorità, ma non ci pare logico che si vada a toccare un progetto che interessava i bambini, ovvero il nostro futuro. Lo sport, inteso come rispetto delle regole e dell’avversario, nelle scuole elementari è uno degli strumenti più forti in chiave didattica e metodologica per sviluppare gli aspetti educativi e motori».

Per la scelta del Comune di non finanziare l’iniziativa hanno già protestato Coni e Pd, quest’ultimo con un’interrogazione all’assessore allo sport Fabrizio Rossi.

«È importante ricordare – dice Fare Grosseto – che il Comune di Grosseto fu uno dei primi ad attivare progetti di educazione motoria». Fare Grosseto cita l’ex assessore Alberto Barazzuoli quale promotore del progetto, assieme al direttore dell’Isef di Firenze Mario Gori. «Grande impulso fu dato poi durante l’amministrazione Antichi – dice Fare Grosseto – coinvolgendo sempre più scuole e federazioni».

Un percorso partito da lontano e che Fare Grosseto invita a riprendere: «Visti gli ottimi risultati ottenuti da SportAmico, riteniamo che un’organizzazione con insegnanti di educazione fisica nelle vesti di tutor ed esperti – se possibile oltre che istruttori anche insegnanti di docenti di educazione fisica – in quella di insegnanti, possa essere la chiave giusta. Si tratta di sviluppare un rapporto aperto e vivace, nel quale docenti e studenti imprimono segni nella realtà sociale. Anche per questo è opportuno che il Comune di Grosseto riveda le proprie scelte».

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