Il Tirreno

Grosseto

La gara “copre” la messa: si alza un coro di proteste

Elisabetta Giorgi
La gara “copre” la messa: si alza un coro di proteste

Grosseto, l’evento approda davanti al Duomo mentre sono in corso le funzioni sacre. Appello dei fedeli: «Chi disciplina l’uso dei luoghi pubblici tenga conto di tutti»

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GROSSETO. In piazza Dante lo speaker della gara declama al microfono i nomi dei corridori che giungono alla spicciolata mentre a pochi metri, in Cattedrale, è in corso la messa. Pettorina, numero dell’atleta, resoconto della gara: le frasi degli organizzatori pronunciate a gran voce in un clima di festa non si odono bene solo in piazza ma penetrano in chiesa, percorrono le navate e raggiungono l’altare dove il parroco celebra la funzione. Della messa non si sente una virgola mentre la gara, quella si sente eccome. I fedeli borbottano e il coro di proteste turba la serenità della liturgia.

La gara del donatore di sangue ha percorso domenica 27 marzo Grosseto, organizzata dall’associazione Cataratta Congenita e dal Team Marathon Bike Grosseto con ritrovo in piazza Dante alle 9 e conclusione intorno alle 11,30: una passeggiata ludico-motoria a passo libero di 3 chilometri e 650 metri nel centro della città ha affiancato la gara agonistica. L’evento ha riscosso successo: 231 partecipanti. Ricavato devoluto all’associazione Cataratta Congenita onlus. Il tour si è snodato tra le vie del centro storico e le Mura, due giri con arrivo in piazza Dante; unico neo - secondo un bel gruppone di fedeli -è stato l’approdo in massa degli atleti di fronte al Duomo e l’installazione del gazebo con team microfonato che copriva fonicamente la liturgia. I primi brusii nel popolo di credenti si sono avvertiti subito e via via cresciuti.

Don Franco Cencioni: «Gare come queste - esordisce - sono belle e le apprezzo anch’io». Nessuna polemica con gli organizzatori da parte sua; casomai «sarebbe meglio che chi deve disciplinare l’uso dei luoghi pubblici tenga conto delle esigenze di tutti. I cassetti dei vari sindaci - spiega don Franco - sono pieni di lettere nelle quali il preposto della Cattedrale o chi per lui ha comunicato sempre gli orari delle messe». Che sono nei festivi la mattina alle 9,30, alle 11, alle 12,15. E nel pomeriggio alle 18.

Intanto un gruppo di fedeli scalpita e chiede «quel rispetto fonico che, mentre può consentire giustamente agli altri di organizzare i loro eventi, possa concedere anche a noi la nostra libertà. Le gare hanno diritto di esserci ma anche noi abbiamo il diritto di vivere i nostri momenti spirituali. Basterebbe organizzare gli eventi in altro orari e collocare i gazebo in punti meno impattanti con il Duomo».

Maurizio Ciolfi, presidente della Marathon Bike: «Sono 11 anni - spiega - che organizziamo quest’evento che tra l’altro tengo a dirlo ha scopo benefico. Magari per le prossime edizioni vedremo di posizionarci in modo diverso e cercare di intaccare in meno possibile la messa».

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