Il Tirreno

Grosseto

I sospetti dei genitori erano iniziati con le bugie raccontate dalla ragazzina

Bugie. Anche dalle bugie i genitori si erano accorti che c’era qualcosa di sospetto. Ad esempio quella sera che la ragazzina aveva raccontato di essere andata a cena da un’amica, in un centro vicino:...

2 MINUTI DI LETTURA





Bugie. Anche dalle bugie i genitori si erano accorti che c’era qualcosa di sospetto. Ad esempio quella sera che la ragazzina aveva raccontato di essere andata a cena da un’amica, in un centro vicino: la mamma di quest’ultima aveva però spiegato che lei non era mai venuta a cena. «Ho passato la serata con un amico, che era venuto in motorino e che doveva rientrare presto», aveva provato a giustificarsi. Ma proprio poco prima che uscisse da casa, la madre aveva trovato un sms della prof sul tablet della figlia: «Muoviti, ti aspetto». E da queste considerazioni la madre aveva sviluppato il collegamento. Anche perché in camera da letto aveva poi trovato un disegno con un albero a forma di cuore e dei bigliettini firmati con il nome di battesimo della prof. La madre era rimasta così in guardia quando aveva portato la figlia a casa di un’altra amica coetanea, in un centro vicino: era rimasta appostata e aveva visto che la figlia stava invece salendo sull’auto condotta dalla prof, le aveva raggiunte e aveva riportato la ragazzina a casa. La sorella di quest’ultima aveva inoltre raccolto le confidenze sulla relazione. E proprio la sorella aveva raccontato al padre che c’era un messaggio Whatsapp sul cellulare della ragazzina in cui la prof descriveva alla quindicenne di cui si era innamorata le emozioni provate durante un rapporto sessuale con lei, dando anche una descrizione dei particolari degli organi sessuali. (p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini