Sicurezza
Ecco la Fondazione per la Maremma
Gianni Lamioni torna in campo: soldi di famiglia e azienda per valorizzare il territorio. Presidente è la figlia Viola, 19 anni
GROSSETO. «Insieme penso che ci divertiremo»: Viola Lamioni, vent’anni da compiere fra poco, conclude così – con un sorriso che scioglie sorrisi – l’intervento che segna il suo “debutto in società”. Viola studia Politics philosophy and economics alla Luiss di Roma, in un corso dove si parla solo Inglese; e sempre a Roma nel frattempo impara l’Arabo. Ieri alle Casette Cinquecentesche del Cassero Senese si è presentata al pubblico come presidente, fresca di nomina, di una nuova Fondazione privata – la prima esperienza del genere a Grosseto – con capitale di partenza molto superiore ai centomila euro e che vuole contribuire al futuro della Maremma. Ma soprattutto a dare ai giovani l’opportunità di rimanere in Maremma per costruire il loro futuro.
Lo strumento di questo sogno si chiama Fondazione Atlante. E questo nome (Atlante), unito al cognome di Viola (Lamioni), chiariscono subito e senza ipocrisie che questa è una creatura di Gianni Lamioni, per sette anni presidente della Camera di Commercio (quando era la Camera di Commercio di Grosseto), candidato sconfitto alle ultime elezioni per la presidenza della Regione, fondatore e presidente della Cooperativa Atlante che dal 1992 si occupa di formazione e restauro. Babbo Gianni è accanto a Viola («La luce dei miei occhi») nel cda insieme con Gloria Lamioni, sorella di Gianni e preside del Liceo Rosmini. E per completare “l’interno di famiglia” ecco con loro Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Grosseto di cui Lamioni è presidente; Federico Baluardi, bandiera dell’Atlante calcio a 5 di cui è presidente il nipote di Gianni, Iacopo Tonelli; la restauratrice Stefania Caloni, con Lamioni in Coop Atlante da vent’anni; e il giornalista David La Mantia, amico da una vita di Gianni e suo “biografo” ufficiale.
Fu proprio La Mantia a firmare, qualche anno fa, il libro - intervista “La mia Maremma”, in cui Lamioni raccontava tutta la sua passione per questo territorio e ribadiva quel concetto (per i nemici una “fissazione”) alla base di ogni suo impegno: il brand Maremma e la sua valorizzazione, oltre lo strapotere del marchio Toscana.
Da quei giorni sono accadute molte cose. Lamioni non governa più la Cciaa e la politica – per ora – lo ha tenuto indietro. Ma il “chiodo fisso” è rimasto lì. E così ecco Fondazione Atlante, «un progetto che coltivo da vent’anni» e che rimette in gioco – stavolta – l’imprenditore e non il politico.
In realtà di “politico”, in questo fragoroso ritorno in scena di Gianni Lamioni, c’è molto. E non a caso ieri in platea per il battesimo ufficiale di Fondazione Atlante la politica c’era tutta e di tutti i “colori”, dal sindaco di Grosseto a quello di Capalbio, fino al capogruppo regionale del Pd. Tutti ad applaudire, anche quando lui, Lamioni, tira colpi di fioretto a istituzioni «guidate da neopatentati» e al loro grande limite: «L’assenza di consapevolezza del valore della Maremma, la mancanza di coraggio». E allora – dice Lamioni – «Il coraggio ce lo mettiamo noi». Con una Fondazione sulla quale i Lamioni hanno impegnato i beni di famiglia della nativa Cana (Roccalbegna) e un bel po’ di denaro della Cooperativa Atlante.
L’obiettivo – ripetono Gianni e Viola – sono i giovani. La Fondazione, annunciano, oltre a promuovere tante iniziative per la valorizzazione del brand offrirà borse di studio per chi vuole restare in Maremma e per chi vorrà formarsi all’estero per tornare in Maremma. Con un impegno: «Le nostre scelte – dice Gianni – non saranno un giochino di famiglia, ma saranno prese da un comitato tecnico scientifico che selezionerà le proposte migliori. Questa dovrà diventare la Fondazione di tutti, non vogliamo sostituirci a nessuno. Ma sia chiaro: guardando ai giovani, al futuro, per creare una nuova classe dirigente. Per uscire dal rischio di fare della Maremma una caricatura tra cinghiali, vacche, butteri e Tiburzi: tutte radici da tenersi strette, ma guardando a progetti d’avanguardia sul turismo, sul digitale, sull’accoglienza. Consapevoli che qui partiamo con dieci metri di vantaggio su tutti gli altri».
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