Italia
Cinquestelle: «Stracciare il contratto Sei»
Per il M5s il servizio ventennale è incompatibile con la natura transitoria del commissariamento
GROSSETO. Riportare sui binari la corretta applicazione del contratto di servizio per la gestione dei rifiuti o cancellare del tutto quel contratto, scriverne uno nuovo e bandire di nuovo la gara d'affidamento? Per il Movimento 5 stelle di Grosseto non c’è alcun dilemma amletico da risolvere: la risposta è che l’Ato rifiuti Toscana sud faccia tabula rasa del contratto. E riapra la partita dell’affidamento del servizio.
I consiglieri comunali pentastellati di Grosseto Francesca Amore, Antonella Pisani, Daniela Lembo e Gianluigi Perruzza hanno anticipato ieri in conferenza stampa una mozione che presenteranno in consiglio comunale e che chiede al sindaco e alla giunta (interlocutori comunali dell’Ato) di presentare istanza all’Autorità di ambito perché annulli in autotutela la procedura di gara. La conseguenza di questa azione è la inefficacia del contratto, bersagio di mille critiche da parte di tanti Municipi (Grosseto in testa) per le sue tare – a fronte di una bollezza della spazzatura che è tra le più alte d’Italia – e soprattutto bersaglio della Procura di Firenze, che ipotizza corruzione e turbativa d'asta a carico dei vertici di Ato e di Sei Toscana, che quel contratto l’ha vinto tre anni fa.
Proprio a seguito dell’inchiesta fiorentina l’Autorità anticorruzione ha commissariato Sei Toscana. I commissari sono stati nominati dal prefetto la scorsa settimana. Ed è da qui che il M5s fa partire il proprio ragionamento.
Il contratto di servizio stipulato tra Ato e Sei Toscana, dicono i pentastellati, ha a sempre presentato forti criticità che, volendo, avrebbero potuto portare al suo annullamento. Sin dalla sua applicazione il M5s aveva messo in guardia i Comuni – che sono i diretti beneficiari dei servizi – con delle mozioni che ne chiedevano l’annullamento. Le mozioni, in generale, non trovarono grosso riscontro nei consigli e così l’Ato non ha mai messo in discussione il contratto.
Ora, però, con l’inchiesta fiorentina e il commissariamento di Sei il quadro è cambiato. Ma cosa, di preciso, ci si aspetta che facciano i commissari?
Secondo le linee guida dell'Anac (decreto legge 90 del 2014 e in particolare l’articolo 32) il commissariamento è una misura transitoria che non serve tanto a far rispettare il contratto in essere, sulla cui origine gravano sospetti di corruzione, ma a traghettare il servizio verso una nuova gara d’appalto. Solo se il contratto pubblico riguarda, ad esempio, un’opera da realizzare e c'è un cantiere aperto, allora il commissariamento serve a portare a termine l’opera, tenendola al riparo dalle sirene della costruzione.
Nel caso di un appalto per un servizio come quello dei rifiuti, dice il Movimento 5 stelle, le cose stanno diversamente. Il contratto è ventennale ed è impensabile che il commissariamento debba servire a garantirne il funzionamento, perché a quel punto verrebbe tradita la natura transitoria del commissariamento.
«Il commissariamento – spiega l’avvocato Claudio Fiori del Movimento 5 stelle – è come un farmaco sintomatico: elimina il dolore, ma non cura la malattia». Per i pentastellati la “malattia” va del tutto eradicata cancellando l’attuale contratto.
La mozione verrà depositata in Comune domattina. La richiesta al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna è che chieda al direttore generale di Ato di convocare al più presto l'assemblea dei sindaci delle tre province che formano l’ambito (Grosseto, Siena e Arezzo più la Val di Cornia), perché si pronuncino sulla proposta di annullamento del contratto. In caso di inerzia del direttore generale, il M5s chiede al sindaco di rivolgersi direttamente ai colleghi degli altri comuni perché chiedano la convocazione dell’assemblea.
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