Il Tirreno

Grosseto

Il cardinale Müller battezza il nuovo pub

di Giovanna Mezzana
Da sinistra Irio Caprini, Laila Gorrieri, Angelo Mancioppi
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Da sinistra Irio Caprini, Laila Gorrieri, Angelo Mancioppi

Grosseto: la terza carica della Chiesa a livello mondiale ospite del Kulmbacher che punta sulla birra prodotta nella più antica abbazia bavarese

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GROSSETO. In Maremma arriva un cardinale – Gerhard Ludwig Muller, un pilastro della Chiesa a livello mondiale, attuale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – e suggellerà il nuovo corso del Kulmbacher Platz. Lo storico locale – grossetano nella location ma bavarese nello stile e in cucina – sta per cambiare nome: da Kulmbacher Platz a Bierstadel. I latini che parlavano la lingua della Liturgia dicevano che i nomi sono le conseguenze “delle cose”, tant’è che il nuovo battesimo coincide anche con un cambiamento dell’offerta del prodotto principe. Spariscono le bottiglie di Kulmbacher che lì si bevono da quando la maison bavarese aprì i battenti diciannove anni fa poco oltre il Casalone, spuntano quelle a marchio Weltenburg Kloster, cioè la birra prodotta nel birrificio più antico al mondo custodito all’interno di un monastero. E la sorpresa iniziale si spiega: ecco perché a Grosseto arriva il cardinale. Sarà una visita privata, e come il cerimoniale (comunque) prevede, l’alto prelato sarà accompagnato da una delegazione di guardie svizzere.

L’evento. Venerdì 31 marzo, dalle 19 in poi, nello storico locale si imprimerà il nuovo sigillo – da Kulmbacher Platz a Bierstadel – con una grande festa. Si aprirà una maxi botte in legno da cui si spillerà la nuova birra e si alzeranno i boccali al ritmo della musica di una banda folkloristica bavarese che porta per tradizione il suo repertorio alla Oktoberfest di Monaco. Ospiti d’eccezione, il cardinale Müller che al Bierstadel troverà il vescovo Rodolfo Cetoloni che ha accolto l’invito dei tre titolari Laila Gorrieri, Irio Caprini, Angelo Mancioppi.

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I monaci. Il “nuovo corso” dello storico locale nasce dalla collaborazione con la Chimenti Distribuzione, azienda grossetana che importa e distribuisce birre estere in locali specializzati, soprattutto toscani. È Francesco Chimenti ad aver “selezionato” il pub di Grosseto come locale di riferimento in Toscana per la mescita di una bevanda antica quanto speciale: la Weltenburg Kloster, birra che viene prodotta nell’abbazia benedettina di Weltenburg – siamo nella Bassa Baviera – che appartiene alla diocesi di Ratisbona, di cui il cardinale Müller – che è anche professore onorario all’Università Ludwig-Maximilian di Monaco – è stato vescovo emerito.

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Il luogo e il luppolo. La Weltenburg bier viene prodotta in un luogo incantato: l’antica abbazia è incastonata tra la montagna e le acque blu del Danubio; e questo impreziosisce persino la produzione: anche se si volesse, sarebbe “morfologicamente” impossibile ampliare il birrificio per incrementare i quantitativi. Da lì esce una Weiss scura che ripropone l’antica ricetta stilata dai monaci nel 1058. «Non può essere definita una birra artigianale – dice Chimenti – ma è un top di gamma, un prodotto di nicchia, altamente selezionato».

Lo staff. «Lasciare la Kulmbacher – dice Laila Gorrieri – è stato un cambiamento sofferto: c’eravamo affezionati e non è stato semplice sostituire un prodotto trovandone un altro di alta qualità». «Ci spostiamo di 200 km – dice Irio Caprini – da Kulmbach a Ratisbona, dalla Franconia al cuore vero della Baviera. È una scommessa, uno stimolo». Laila e Irio sono in sala mentre la cucina è il regno di Angelo, Angelo Mancioppi. In 19 anni sono sempre rimasti fedeli al loro stile e il trio non si è mai sciolto. Anche questo è un risultato. Ci sarà qualche altra novità di restyling e cambierà qualche dettaglio nell’arredamento: «Ad esempio – dice Laila – toglieremo qualche (finto) trofeo di caccia». Occhio al centro storico, sabato 25 marzo: un carro bavarese trainato da cavalli informerà del battesimo di quello che dal 31 marzo sarà il nuovo Bierstadel.

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