La manifestazione
I cittadini protestano per il degrado del centro storico
Lunedì 25 marzo il secondo Caffè Tirreno a Grosseto. Molti i temi toccati dai cittadini: le mura medicee abbandonate, i lampioni che mancano in via Bengasi e il centro stesso da rivitalizzare
GROSSETO. Le mura medicee nel degrado, il centro storico da rivitalizzare e via Bengasi al buio. Sono alcuni dei temi di cui hanno parlato i cittadini durante il secondo Caffè Tirreno a Grosseto, la nostra iniziativa per raccontare la città attraverso le parole di chi ci vive e lavora.
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Sabato 25 marzo, a partire dalle 11, i giornalisti del Tirreno sono stati ospiti al Gallery Cafè di via Cairoli. Molte le persone che sono venuti per parlare dei problemi della città. "Il centro storico è morto - spiega Cristian Staderini, che abita in via Fanti e con la sorella lavora alla pizzeria "L'Archetto" - visto che la liberalizzazione delle attività ha tolto tutto a tutti. I potenziali acquirenti sono sempre gli stessi, ma siamo sempre di più a contenderci una fetta di mercato sempre più ridotta".
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Troppe le situazioni di degrado in centro: dalle mura medicee agli spacciatori che nella stessa via Fanti, la mattina e il pomeriggio, vendono dosi di stupefacenti. "Sulle mura ogni tanto porto a spasso il mio cane ma in alcuni punti c'è da aver paura - racconta il ristoratore maremmano - ma il degrado è la conseguenza di una città abbandonata. Fosse tenuta meglio, non ci sarebbe".
Un altro problema riguarda l'illuminazione di via Bengasi, insufficiente, se non assente. "C'è solo un lampione - spiega un abitante della zona, Leonardo Montanari - e ovviamente non serve a nulla da solo.
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