Sicurezza
Predazioni: niente invito per il comitato
MAGLIANO. Niente invito in Regione per parlare di lupi e il Comitato di istituzioni e allevatori di Magliano in Toscana si sente snobbato. La vicenda riguarda un’audizione dalla seconda commissione...
MAGLIANO. Niente invito in Regione per parlare di lupi e il Comitato di istituzioni e allevatori di Magliano in Toscana si sente snobbato.
La vicenda riguarda un’audizione dalla seconda commissione per le attività produttive che sta svolgendo un’indagine conoscitiva sulla proliferazione del lupo in Toscana. L’audizione si è tenuta il 22 marzo a Firenze e sono state invitatele organizzazioni agricole, associazioni di allevatori e associazioni ambientaliste.
«Ma non hanno invitato il nostro comitato formato da sindaci e allevatori non solo della provincia di Grosseto – sbotta l’assessora alle predazioni di Magliano Mirella Pastorelli – e ora mi sentiranno; ci hanno accantonato, mentre da anni, ormai, sindaci e Comuni insieme con gli allevatori stanno tenendo alta l’attenzione su questo problema. Un bubbone che è esploso in tutta la sua virulenza proprio grazie a noi. Siamo dunque basiti di non essere stati invitati».
Pastorelli gira il dito nella piaga. «Chiederò subito spiegazioni in Regione – dice – perché si deve sapere che ogni giorno i sindaci che appartengono al nostro comitato segnalano la chiusura di aziende di ovini, denunciano la pericolosità dei cani da guardiania aggressivi coi passanti, i ciclisti e gli automobilisti, mettono in evidenza che vasti territori sono abbandonati proprio a causa della fuga dei pastori dalle loro aziende e poi ogni volta che ci sono alluvioni e frane viene fuori la solfa del rischio idrogeologico. Per tutte queste problematiche avrebbero dovuto sentire anche noi».
Pastorelli, che è anche vicesindaca, alla fine l’ha avuta vinta. «II presidente della commissione – spiega – mi ha fatto sapere che alla prossima audizione saranno chiamati i sindaci dei comuni più colpiti dalle predazioni».
Ma com’è andata l’audizione? «Eravamo dieci contro tre – commenta Enrico Rabazzi, presidente della Cia – e sono deluso per le logiche degli ambientalisti e animalisti vecchie di 20 anni. Nemmeno di fronte a un quadro cambiato e degradato è stato fatto un passo in avanti. Si è detto che dei 1000 lupi presenti in Italia circa 600 sono in Toscana ed è stato precisato che non siamo saturi. Qui animalisti e ambientalisti non hanno chiaro il concetto che se non si adotta il Piano lupo non andremo lontano. Sono soddisfatto invece dell’ascolto neutrale e imparziale della commissione». (f.b.)
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