Sicurezza
Da due grossetani un’idea per salvare la scuolina-simbolo
Mancano le risorse per tutelare l’edificio dei martiri d’Istia «Con un finanziamento anche “popolare” possiamo farcela»
MAIANO LAVACCHIO. Ha lasciato una luce – e già se ne vede il riverbero – la cerimonia dedicata mercoledì agli 11 giovani che il 22 marzo del ’44 furono trucidati dai nazifascisti a Casa Andrei. Due cittadini grossetani – Sabina Rombaldi e Silvano Brandi – che hanno preso parte alla cerimonia, lanciano una proposta “economica” per salvare uno dei luoghi per eccellenza della memoria: “la scuolina” di Maiano Lavacchio, quella in cui quei giovani diventarono martiri.
Il progetto. Per quell’edificio – oggi sgarrupato e che a fine 2015 fu oggetto persino di un paventato mercanteggiare che irritò e avvilì ogni cuore che porta coscienza – c’è un progetto di un grande architetto, Edoardo Milesi, che sogna di vederlo trasformato in un incubatore culturale.
Il nodo. Il sindaco Diego Cinelli ha dato nulla osta a che la scuolina – tra i simboli per antonomasia del sacrificio di sangue prodotto dal Ventennio in Maremma – venga tutelata, protetta, messa in salvo. Il problema è che la borsa è vuota. Lungo il crinale delle risorse si è persa anche – nei meandri dei ministeri romani – l’interrogazione della senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia, che due anni e mezzo fa chiese al Governo un impegno a tutela della scuolina. Ed è proprio nella piega in cui tutti i salmi finiscono in gloria che si inserisce la proposta – pragmatica e lungimirante – della coppia grossetana.
La proposta. «Per finanziare la ristrutturazione della scuolina – scrivono Rombaldi e Brandi – proponiamo sia all’Isgreg che all’Anpi di chiedere ai 28 comuni della provincia un finanziamento, in base alla capacita finanziaria di ogni comune, per un totale di 14.000 euro; all’amministrazione provinciale 1.000 euro, alla Regione Toscana 5.000 euro, allo Stato 10.000». Si raggiungerebbe così la soglia di 30.000 euro. Sabina e Silvano non pensano solo alla mano pietosa del “pubblico” ma anche al coinvolgimento dei cittadini: anche perché quello è un luogo di memoria vissuta e condivisa. «Per la quota restante – dettagliano – potrebbero essere coinvolte le organizzazioni economiche provinciali». E poi «si potrebbe attivare – descrivono – una partecipazione diffusa dei cittadini attraverso le piattaforme del crowdfunding (finanziamento del popolo) oppure aprendo un conto corrente bancario o postale dove versare i soldi. Così facendo la scuolina potrà diventare patrimonio culturale di tutti i cittadini della Provincia e un baluardo per la democrazia». Del resto «Concordiamo con lo storico Marco Grilli – osserva la coppia – quando dice che “la diffusione nel nostro territorio di organizzazioni dichiaratamente fasciste, quali Forza Nuova e Casa Pound, preoccupa molto”. L’ottimismo dimostrato dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna nell’intervista rilasciata a TV9 sul “rigurgito” fascista non convince – concludono – Non convince perché intorno a noi accadono episodi e fatti tipicamente da ascriversi all’ideologia fascista».
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