Il Tirreno

Grosseto

Tre milioni e mezzo per 18 nuovi autobus

Tiemme investe soldi propri senza ricorrere ai finanziamenti pubblici, polemica con l’assessore

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GROSSETO. Potrà sembrare una goccia nell’oceano, vista la vetustà del parco mezzi di Tiemme, ma 18 nuovi autobus, acquistati tutti senza fare ricorso a contributi pubblici sono un bel segnale che arriva in un momento delicato per il tpl in Toscana, con una gara che ancora non è definita e i ricorsi che pendono di fronte al Consiglio di Stato.

Tiemme ha deciso di investire risorse proprie, per 3,4 milioni di euro, acquistando 18 mezzi di ultima generazione - 3 da 14 metri, 10 da 12 metri e 5 da 10,5 metri - da destinare alle linee extraurbane. I 18 autobus nuovi si inseriscono in un parco mezzi da 665 autobus, di cui 459 sono mezzi extraurbani che, nonostante gli investimenti, continuano ad avere un’età media elevata, pari a circa 14 anni. Mentre gli autobus urbani hanno un'età media di 7,5 anni, in linea con gli standard europei. I 18 autobus hanno le migliori dotazioni di bordo quanto a tecnologie, standard di sicurezza e comfort di viaggio, compresa la rete wi-fi gratuita.

Sono inoltre dotati di sistema di videosorveglianza digitale con 5 telecamere, di sistema Avm che consente la geolocalizzazione del mezzo, di annuncio vocale della fermata, obliteratrice con funzione contactless, cartelli luminosi interni ed esterni per indicare la fermata e sistema di conteggio dei passeggeri. All’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli, che ha manifestato la disponibilità a far accedere Tiemme a contributi pubblici per questo nuovo acquisto, risponde, polemico, il presidente di Tiemme Massimo Roncucci. «L’assessore Ceccarelli continua a fare dichiarazioni come quelle che abbiamo letto oggi sulla stampa - dice - ma è indispensabile chiarire che questi 18 bus noi li abbiamo acquistati con i nostri soldi e pertanto non chiediamo finanziamenti pubblici. Lo sblocco delle risorse che continuiamo a chiedere alla Regione Toscana si riferisce alla possibilità di acquistarne altri ancora, perché siamo consapevoli di quanto sia urgente rinnovare ed ammodernare la nostra flotta extraurbana. Per questo abbiamo già espletato le gare necessarie per ulteriori 20 bus: è per questo lotto che attendiamo risposte da Firenze e non proclami come quelli che continuiamo a leggere. Perché le risorse il Governo le ha stanziate da tempo e spetta alla Regione assegnarle alle aziende». Il presidente di Tiemme ha anche sottolineato che Tiemme, e Mobit, sono fiduciosi di spuntarla nel ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione della Regione Toscana di proseguire con la gara chiedendo, dopo la sentenza del Tar, solo la presentazione, ai due contendenti - Mobit e Autolinee Toscane - di un nuovo piano economico e finanziario. «Crediamo - spiega - che sarebbe stato necessario chiedere di presentare una proposta complessiva» e ricorda che Mobit aveva ottenuto un punteggio maggiore di Autolinee Toscane per quanto riguarda l'aspetto tecnico della proposta, mentre aveva perso la gara solo perché i francesi avevano fatto un ribasso più ampio.

Il direttore Piero Sassoli, invece, ha ricordato che, facendo un conto complessivo, dalla nascita di Tiemme, il primo agosto 2010, la società di trasporto pubblico ha acquistato 269 nuovi bus, circa il 40% della flotta, investendo oltre 35 milioni di euro, di cui circa 23 milioni, pari al 65%, in autofinanziamento. «È questo un dato - dice Sassoli - che colloca Tiemme tra le principali realtà italiane per investimenti. Siamo pronti a continuare, facendo la nostra parte, ma la Regione Toscana ci deve delle risposte chiare».

Enrico Pizzi

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