Trasporti
Sirene romane per il sindaco
Berlusconi lo vuole candidare alle politiche 2018, dicono i rumors. Ma lui: «Grazie, resto qui»
GROSSETO. Le sirene romane cantano per Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Sulla barca del centrodestra l’equipaggio, proprio come quello di Ulisse, teme che il comandante possa cedere alle lusinghe, ma lui assicura di essere sordo a ogni tentazione. E garantisce: resto al timone di Grosseto.
A rilanciare l’ipotesi che il sindaco del capoluogo maremmano, fresco fresco di elezione, possa essere in rampa di lancio per il Parlamento già nel prossimo giro (le elezioni politiche si celebreranno al massimo nel 2018) è un articolo uscito una settimana fa sul quotidiano romano il Tempo, testata da sempre vicina al centrodestra moderato.
«Ecco la nuova Forza Italia su cui scommette Berlusconi», è il titolo a 12 colonne. «Sindaci, presidenti di Provincia, consiglieri comunali e regionali. Così il Cav punta sulla classe dirigente del territorio per vincere», spiega il catenaccio. E sotto, 70 foto di altrettanti “volti nuovi” che Berlusconi sarebbe pronto a candidare per fare il pieno di voti e battere Renzi e Grillo, ma anche (visto che si voterà col proporzionale) per mostrare i muscoli a Salvini e alla Meloni. Tra i settanta, a sorpresa, l’articolista infila pure Vivarelli Colonna.
A sorpresa, perché ufficialmente il “civico” Vivarelli Colonna non risulta mai arruolato in Forza Italia; e anche perché nove mesi dopo essere diventato sindaco, parlare già del salto appare quantomeno prematuro. Probabilmente persino imbarazzante per il diretto interessato. Il quale mai ha nascosto di puntare in alto (per esempio rivendicando il valore di “laboratorio nazionale” nell’unire tutto il centrodestra e dialogare con il M5s), ma che ora come ora ha il suo bel da fare a Grosseto.
Non a caso in Maremma l’articolo del Tempo è stato subito “intercettato” e commentato proprio all’interno del centrodestra. Allarmando più di qualcuno.
I timori, nella smisurata galassia che va da Casa Pound a Vivarelli Colonna, sono di due diverse specie. Da una parte c’è chi teme che una “fuga prematura” del sindaco possa far implodere il centrodestra e riconsegnare Grosseto al Pd. Dall’altra ci sono quelli che nel centrodestra (Lega e Fdi) ritengono sia il loro turno per la candidatura al Parlamento. Per di più nell’unico collegio toscano che oggi il centrodestra sembra poter davvero contendere a Pd e M5s.
A rassicurare i suoi, tuttavia, è lo stesso Vivarelli Colonna. «Ho letto, come lei, il mio nome sul Tempo», dice il sindaco. «Credo si tratti di una semplice e legittima dinamica giornalistica: mi rendo conto che giocare al totonomina possa essere uno sport divertente, ma personalmente non mi appassiona più di tanto. Mi è capitato di sentire Berlusconi, certo, ma non di recente: mi sono confrontato con lui riguardo ad alcune politiche di sviluppo che mi stanno particolarmente a cuore. E credo che il cavaliere abbia apprezzato il lavoro che stiamo facendo a Grosseto. Quindi non sono lusingato per me: sono felice che i successi di appena nove mesi di governo siano giunti alla ribalta nazionale».
Ma se la chiamata arrivasse davvero, Vivarelli Colonna che farebbe? «Lo scorso giugno – taglia corto il sindaco – i cittadini di Grosseto mi hanno dato il loro voto e io mi sono votato ai grossetani. Ho stretto un patto con loro che si scioglierà nel 2021. Ho scelto di fare il sindaco per amore di questa città, perché ho l'ambizione di amministrarla bene. Quindi non ho nessuna intenzione di fuggire a Roma: abbiamo molto lavoro da fare e vogliamo portarlo a termine. Sarà questa la mia soddisfazione più grande».
Insomma, almeno per ora le sirene sembrano cantare a vuoto.
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