Toscana
A Maiano Lavacchio la verità storica contro i revisionismi
La Maremma ha commemorato gli undici martiri d’Istia Lo storico Grilli: «La diffusione di certi valori mi preoccupa»
MAGLIANO IN TOSCANA. La Maremma non dimentica i martiri d’Istia, gli undici giovani trucidati dai fascisti a Maiano Lavacchio il 22 marzo 1944.
Ieri la commemorazione molto partecipata nei luoghi dove la strage fu perpetrata in località Casa Andrei a Maiano Lavacchio, nel comune di Magliano. Prima c’è stata la messa nella chiesina che fu fatta erigere in loro memoria dalla famiglia Matteini, che perse nella strage Emanuele e Corrado. “Lele e Corrado”, sono loro i due fratelli che hanno lasciato col gessetto un ultimo messaggio per la mamma sulla lavagna conservata da anni nell’ufficio del sindaco di Grosseto.
Poi si è svolta la cerimonia civile – presente tra le altre autorità la prefetta di Grosseto Cinzia Torraco oltre ai Comuni di Magliano e Cinigiano – con gli interventi del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di Giuseppe Corlito per l’Anpi e dello storico dell’Isgrec Marco Grilli.
Il sindaco di Grosseto ha ricordato le undici giovani vittime e parlato di pace e dei valori della libertà, senza però mai citare esplicitamente la matrice fascista dell’Eccidio.
Lungo e appassionato l’intervento del giovane storico e ricercatore dell’Isgrec Marco Grilli, profondo conoscitore della storia dei martiri d’Istia. «La strage del 22 marzo 1944 – dice Grilli in un passo del suo intervento – rientra a pieno titolo tra gli episodi di guerra totale e Resistenza civile, degni di esser ricordati come atti di disobbedienza che contribuirono a minare il prestigio, la coesione e il controllo del territorio da parte del fascismo repubblicano. La strage prettamente fascista di Maiano Lavacchio non è imputabile a un eventuale errore nella catena di comando o a un casuale ricorso eccessivo alla violenza, ma risponde a una logica: con lo strumento del terrore preventivo i fascisti miravano a ottenere il pieno controllo del territorio e a rompere la solidarietà tra le popolazioni rurali e gli individui alla macchia. Ma questa strage, criticata perfino nell’ambiente fascista, suscitò una vasta indignazione popolare e sortì gli effetti opposti a quelli sperati, perché dalla primavera del 1944 si assistette all’insuccesso delle chiamate alla leva e al rafforzamento delle bande partigiane».
Poi un accenno al presente. «Passando all’attualità – aggiunge lo storico – vorrei esprimere la mia preoccupazione, credo comune a quella di tutti coloro che si riconoscono nei valori della Costituzione repubblicana e antifascista, per la recente diffusione sul nostro territorio di organizzazioni dichiaratamente fasciste, quali Forza Nuova e Casa Pound, che ancora oggi esaltano gli ideali, i principi e gli uomini del Ventennio, riproponendo una ricetta a base di falso revisionismo storico, nazionalismo, demagogia e xenofobia, già sperimentata negli anni della dittatura e ampiamente fallita. Sdoganare queste forze politiche ai limiti della legalità rappresenta oggi un grave errore».
Maiano Lavacchio è stata anche, martedì 21 marzo, una delle tappe del viaggio di Simone Giusti per la giornata mondiale della poesia. Nel pomeriggio di martedì Giusti si è fermato sui luoghi della strage dove ha letto alcune poesie di Franco Buffoni e una lettera di Gunter Grass. La scelta delle letture è stata dettata dalla volontà di mettere l’accento sul fatto che gli undici martiri d’Istia erano per la maggior parte renitenti alla leva e furono uccisi proprio per il loro rifiuto di arruolarsi. A Maiano Lavacchio Giusti ha incontrato Olinto Marconi, uno degli ultimi portatori di memorie dirette della strage: l’anziano infatti ha sposato una Andrei che era stata fidanzata in giovane età con uno dei fratelli Matteini. Marconi, che ha conseguito la licenza di terza media in età matura ma è sempre stato appassionato di storia, ha scritto un libricino sulla strage di Maiano Lavacchio e viene invitato nelle scuole per raccontare ciò che conosce di quei tragici fatti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
