«Sui rifiuti costi lievitati che non si spiegano»
Lolini (Lega) ribatte al presidente di Sei. Intanto FdI-An plaude alla nomina dei commissari
GROSSETO. Non solo bilanci e servizi. Maurizio Galasso, Paolo Longoni e Salvatore Santucci, i tre commissari ai quali il prefetto di Siena ha consegnato Sei Toscana – la società di gestione dei rifiuti travolta dall’inchiesta della Preocura di Firenze per presunte corruzione e turbativa d’asta – dovranno vedersela anche con le accuse che continuano a piovere sulla società da parte della politica.
La Lega nord di Grosseto si scaglia contro le parole del presidente di Sei Roberto Paolini, che aveva imputato ai Comuni l’aumento della tariffa sui rifiuti, sulla base del servizio richiesto, lasciando intendere che Sei ne fosse estranea.
«Tutti i tentativi fatti da Lega nord e Movimento 5 stelle di conoscere nei dettagli le varie voci degli alti costi contenuti nel piano economico finanziario sono andati a vuoto», ribatte il capogruppo leghista in consiglio comunale Mario Lolini. «Anche nel consiglio comunale aperto del febbraio 2016, concesso a fatica dopo un anno dalla sua richiesta, alla presenza degli allora amministratore delegato Organni e direttore Corti non vennero fuori risposte alle numerose richieste avanzate in virtù di aumenti vergognosi ricaduti nelle tasche dei cittadini. E oggi c’è chi continua ad arrampicarsi sugli specchi».
Lolini ricorda che il Comune stabilisce la tariffa sulla base del Pef fornito da Sei e fa notare «delle palesi incongruenze di difficile comprensione» nei piani economici e finanzairi degli ultimi anni, in particolare la mancanza di quelle economie di scala che erano attese con l’ingresso del gestore unico. «Nel 2013 con il Coseca il Pef evidenziava costi comuni, generali e amministrativi, per 2,668 milioni di euro che nel 2014, con Sei, sono divenuti 8,415 milioni, quasi 7 milioni nel 2015 e 7,231 nel 2016».
Anche la spesa pro capite per i rifiuti segnalata dall’Ispra fa riflettere. In Italia erano 178 euro nel 2013, 173 nel 2014, 191 nel 2015 e nel 2016. A Grosseto, dice Lolini, «258 euro nel 2013, 268 nel 2014, 265 nel 2015 e 263 lo scorso anno».
Intanto Fratelli d’Italia-An, che a inizio marzo in una conferenza stampa aveva visto i propri vertici sigillare in una busta quelli che, secondo loro, erano i profili dei commissari che sarebbero stati rivelati da Sei Toscana durante una riunione (notizia seccamente smentita dalla società), plaude alla nomina dei commissari. «Bene il commissariamento, ma adesso i commissari non deludano le attese di trasparenza e buona amministrazione», dicono Giovanni Donzelli, capogruppo regionale di FdI-An e Bruno Ceccherini, capogruppo in consiglio a Grosseto. Nessun accenno invece al contenuto della busta.
Primo incontro, infine, ieri tra il presidente di Sei Paolini e i tre commissari. Paolini ha confermato la massima e piena collaborazione e ha garantito la continuità e la qualità del servizio.
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