Il Tirreno

Grosseto

«Non abbattete lo scheletro di Roselle»

di Enrico Pizzi
«Non abbattete lo scheletro di Roselle»

Il Movimento 5 Stelle torna a chiedere uno stop al sindaco, che vuole demolire: «Non è fradicio e può essere una risorsa»

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GROSSETO. «Non abbattete quelle terme». Il Movimento 5 Stelle di Grosseto è pronto a fare le barricate per impedire che l’amministrazione comunale getti via circa 800.000 euro per demolire lo scheletro di quelle che avrebbero dovuto essere le terme di Roselle e che invece da 35 anni sono un monumento all’incompiutezza e al degrado. Quella struttura, che nel progetto originario non prevedeva all’interno posti letto ma solo spazi per le cure termali, potrebbe essere rigenerata e diventare – dice il Movimento 5 Stelle – un albergo termale.

Ieri mattina Giacomo Gori, con la capogruppo del M5s in consiglio comunale, Daniela Lembo, e la consigliera comunale e architetta Francesca Amore, ha effettuato un sopralluogo in compagnia di Alfredo Velasco, consigliere comunale pentastellato a Orbetello, in questa occasione nella veste di progettista che, nel 1978, con l’architetto Walter Di Salvo, firmò il progetto on base al quale fu realizzata la struttura dello stabilimento termale.

Di Salvo, morto di recente, è stato riconosciuto un maestro dell’architettura organica della Toscana e le sue opere – ricorda il M5s – vengono riconosciute quali importanti testimonianze artistiche della seconda metà del XX secolo. La demolizione della struttura termale rientra tra i progetti con cui l’amministrazione comunale ha partecipato al bando della Presidenza del Consiglio dei ministri per al riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie: un bando con cui sono stati distribuiti oltre due miliardi di euro a tutte le 120 città che hanno partecipato e che porterà nelle casse del Comune di Grosseto poco meno di 10 milioni di euro per cofinanziare circa 15 milioni di investimenti.

Il presupposto per la demolizione è che dopo tanti anni di abbandono il cemento armato sarebbe danneggiato a tal punto da non essere recuperabile. Intanto, il sopralluogo con l’ingegner Velasco è servito a insinuare il dubbio che l’edificio non sia così malconcio. «Non ero convinto che fosse irrecuperabile – dice Velasco – ma da quello che ho potuto vedere, oggi ne sono ancora meno convinto, anzi... Innanzitutto perché non c'è nulla che certifichi che le strutture sono irrecuperabili».

Dunque servirebbe quantomeno uno studio, una perizia, che dica che non è possibile riutilizzare quanto già costruito. Peraltro, solo fino a un paio di anni fa il Comune pensava di destinare lo scheletro delle terme a sede del centro di documentazione sulla civiltà etrusca. E nessuno ha mai parlato di un recupero impossibile. Giacomo Gori, inoltre, sottolinea che il bando nel quale il progetto di demolizione è stato inserito non esclude che si possa fare altro.

«Ho cercato di capire – spiega – se ci fossero spazi di manovra all’interno del bando e gli uffici comunali mi hanno confermato che si può fare qualcosa di diverso dalla demolizione, dunque Grosseto potrebbe davvero avere il proprio centro termale».

Il Movimento 5 Stelle chiede all’amministrazione «di formulare un progetto preciso e dettagliato, agendo responsabilmente e ponderatamente, allo scopo di ottenere il massimo dei risultati con le risorse ad oggi disponibili nel territorio. Il fabbricato esistente, secondo un’ottica di rigenerazione urbana, rientra tra queste risorse». L’ipotesi è che nella progettazione della riqualificazione siano coinvolte anche le università e, per la realizzazione, il M5s pensa alla collaborazione tra pubblico e privato. Si tratterebbe di trasformare il vecchio edificio nato esclusivamente per le cure termali in un moderno albergo termale, recuperando il carattere storico-stilistico del fabbricato e facendone anche un punto di riferimento provinciale per il turismo archeologico, escursionistico e sportivo.

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