Il Tirreno

Grosseto

Cultura e sport per risollevarsi

di Paola Villani
Cultura e sport per risollevarsi

Confesercenti sceglie Mei come responsabile della zona nord: commercio in crisi, servono investimenti

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FOLLONICA. «La ripresa stenta a farsi sentire: tanti cambiamenti e le attività commerciali continuano a far fatica».

Non è un quadro roseo quello che attende gli esercenti follonichesi e delle zone vicine: i miglioramenti che si attendevano sono minimali, così come l’incremento dell’occupazione. Se c’è una chiave di volta è quella di non pensare più solo ai propri confini ma allargare il campo e investire in settori oggi attrattivi, come la cultura e lo sport.

Confesercenti Grosseto ha oggi una nuova organizzazione: la provincia è stata suddivisa in tre macroaree per rispondere in modo veloce alle esigenze degli associati che negli anni sono aumentate e non di poco. Per la zona nord, che comprende anche Follonica, è stato nominato coordinatore Massimiliano Mei, già presidente dell’associazione follonichese. Nel golfo invece a guidare Confesercenti ci penserà Alessandro Ricci, a Gavorrano Stefano Salvetti e a Castiglione della Pescaia Andrea Bindi. «La nuova organizzazione - spiega il coordinatore Mei - è stata creata per dare un supporto sempre più adeguato e veloce all’economia grossetana. Un modo più capillare di gestire il territorio provinciale anche perché c’è da lavorare. Quella ripresa che ci aspettavamo non è così brillante: i miglioramenti sono lentissimi, così come l’aumento dell’occupazione. Non c’è un futuro così roseo ad attenderci, anche perché ogni giorno ci sono nuove problematiche (vedi la questione voucher e la mancanza di investimenti in settori che per l'economia sono importanti) da affrontare. Per questo vogliamo essere ancora più presenti sul territorio, proprio per essere più vicini agli esercenti».

Anche per quanto riguarda il turismo Mei ribadisce che rispetto al passato sono completamente cambiate le abitudini. «A Follonica si è passati dalla permanenza di un mese, a quella di 15 giorni o una settimana e oggi al cosiddetto “mordi o fuggi”, con vacanze di un solo weekend, magari ripetute nel corso della stagione balneare. Follonica ha delle carte da giocare: penso per esempio al turismo culturale, con la riqualificazione, l’Ilva potrebbe diventare un centro attrattivo in questo campo. Ma anche lo sport: nella città del golfo non mancano gli impianti e questo potrebbe essere un canale da sfruttare - continua il coordinatore - Non possiamo pensare che oggi sia solo il mare ad attirare il turista: i prezzi dell’Italia rispetto a località balneari poco distanti da noi, penso per esempio alla Croazia, sono molto più alti e quindi dobbiamo puntare su altro per essere competitivi. Da qui la necessità di aprire i confini delle singole città e pensare in modo territoriale». «Follonica ha fatto scelte importanti, recuperando l’area dell’ex Ilva trasformata in un insediamento culturale importante e destinando spazi anche per le attività economiche come il mercato settimanale», spiega anche il direttore provinciale Confesercenti, Gloria Faragli. Dall'associazione arriva un plauso al Centro commerciale naturale di Follonica che ha garantito negli anni spiegano gli addetti, l'animazione della città.

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