Attenzione
Crollano frammenti dalla facciata del Duomo
Dopo quattro anni dal precedente distacco, stavolta tocca a una foglia d’acanto Sul posto i vigili. Don Franco: «Colpa della pioggia e del vento: nessun allarme»
GROSSETO. Schegge, frammenti di pietra e una foglia d’acanto ornamentale si sono distaccati ieri mattina dalla facciata del Duomo precipitando sull’asfalto. Sbriciolati, sgretolati, polverizzati.
Li ha notati a terra don Franco Cencioni, il preposto del Capitolo della Cattedrale che ha preso subito provvedimenti per far ispezionare il Duomo. I vigili del fuoco sono arrivati in piazza per un sopralluogo, per tastare la salute delle superfici e mettere in sicurezza l’area da eventuali altre parti pericolanti.
Non è stato un cedimento di enorme portata quello di ieri, ma comunque un nuovo segno d’allarme da ascoltare, riconducibile agli agenti atmosferici che da secoli battono sulle superfici. Non è neppure l’unico e il primo caso, accaduto al Duomo di Grosseto.
Quattro anni fa si verificò un distacco ben più grave e importante che gettò in subbuglio la Chiesa. Erano le 8,30 del giorno di Natale del 2013 quando crollò una porzione consistente della facciata. Lungo circa 15 centimetri, largo una decina e con una parte appuntita, il pezzo distaccato era partito dalla lunetta di un cornicione, precipitando da 7-8 metri d’altezza e atterrando ai piedi del Duomo. Già altre volte,qui in piazza Dante, si erano staccate porzioni di cornicioni dai palazzi privati ma mai dalla Cattedrale mai, che proprio nel giorno della natività lanciava un suo grido d’aiuto. Il reperto fu messo al riparo in un mobile di legno; poi si pensò al restauro. È trascorso un po’ di tempo da allora e la facciata ha subìto un restauro. Ieri ecco un nuovo segno di cedimento.
Stavolta «è caduta una foglia d’acanto ornamentale - precisa subito don Franco Cencioni spiegando come non si tratti di nulla di gravoso e allarmante - D’altra parte è marmo del ’300... - dice - Due anni fa rifacemmo la facciata, ma bisogna considerare che le sostanze lapidee che noi consideriamo inerti, in realtà inerti non sono mai ma sono soggette a tutti gli scontri inevitabili con gli eventi atmosferici, che vanno dalla pioggia al vento, con naturale possibilità di deteriorarsi, talvolta fino anche a provocare lesioni che fanno cadere piccole o grandi parti di facciata».
Nessun allarme vero, per don Franco. Stavolta si è trattato fortunatamente di un allarme minore del precedente, destato dalla caduta «di questi frammenti marmorei accanto alla porta sinistra della cattedrale»; crollo che comunque ha subito portato a far monitorare la zona dai vigili del fuoco per capire se vi fossero condizioni di pericolo. «Non è stata rilevata nessuna lesione in atto e tantomeno alcun rischio di caduta di altro materiale lapideo consistente».
L’attenzione resta comunque alta e costante, come qualsiasi bene prezioso.
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