Il Tirreno

Grosseto

Perseguita la ex compagna Non potrà più avvicinarsi

di Pierluigi Sposato
Perseguita la ex compagna Non potrà più avvicinarsi

Un uomo di 47 anni raggiunto dalla misura cautelare decisa dal giudice «Se ti azzardi a frequentare altri ti ammazzo, ho certi amici albanesi...»

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GROSSETO. «Se ti azzardi a frequentare un altro uomo ti ammazzo, ammazzo te e lui. Ho degli amici albanesi che ti faranno sparire...» Frasi di questo tenore, unite a pedinamenti, messaggi sms e whatsapp, telefonate a tutte le ore e anche di notte, offese, le ulteriori minacce di prendere e portarsi via il figlio avevano reso impossibile la vita di una donna straniera poco più che trentenne abitante in città, che era andata in Procura, assistita dall’avvocato Sabrina Pollini, a firmare una querela per stalking. E adesso lui, 47 anni, abitante nei pressi di Firenze, su richiesta del pm Maria Navarro ha ricevuto dal giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna una misura cautelare: non potrà avvicinarsi alla donna, né alla sua abitazione né ai luoghi da lei frequentati.

Lui è l’ex di lei. Insieme avevano avuto un anno fa circa un bambino. Ma lei negli ultimi mesi del 2016 aveva scoperto che lui non gliela raccontava giusta: lui era residente in altra città e spesso, a detta di lei, le raccontava bugie sui luoghi in cui si trovava. Non sarebbe stato sincero nemmeno sul numero delle figlie avute da un precedente matrimonio: lui aveva detto due, le aveva scoperto che ce n’era stata una terza e anche, fuori dal matrimonio, una quarta. Lei aveva poi raccontato di aver scoperto delle chat con altre donne. E gli aveva posto un ultimatum: ai primi di gennaio aveva poi deciso di interrompere la relazione.

E da quel momento, secondo la querela, era iniziato l’inferno. «Un atteggiamento persecutorio», lo descrive. «Ha iniziato a chiamarmi tutti i giorni dalle 7 del mattino fino a notte inoltrata». Poi i messaggi molesti e le chiamate con la scusa di offenderla. Una volta aveva acconsentito di farlo dormire a casa (in precedenza aveva anche le chiavi), per stare insieme al figlio, ma lei se lo era ritrovato nel letto e l’aveva cacciato da casa. Poi le minacce di morte, l’avvertimento che avrebbe fatto intervenire certi amici albanesi. «Ogni volta che viene a vedere mio figlio ci sono litigi e minacce». In tre occasioni la donna aveva chiamato i carabinieri, alla fine di febbraio. Ai primi di marzo, poi, lui era andato a prendere il bambino e non lo aveva riportato a casa, portandolo con sé nel Fiorentino.

Secondo il gip, queste dichiarazioni hanno trovato corrispondenza nelle testimonianze della sorella e della madre, quest’ultima rimasta un po’ di tempo in Italia proprio perché aveva visto la figlia agitata. E un’ulteriore conferma viene dai messaggi («una mole impressionante») e dal loro contenuto, dai quali si comprende che l’uomo «non accetta la fine della relazione», «manifestando un’ossessiva gelosia per le eventuali relazioni che la donna potrebbe avere». Ci sono anche risvolti sul mancato mantenimento del figlio della coppia al quale, secondo la donna, lui compra solo talvolta dei capi di abbigliamento. E allora, argomenta il giudice, poiché nell’uomo si è creato «un corto circuito persecutorio e aggressivo nei confronti della ex compagna», aggravato dalla gelosia «che lo attanaglia e dall’incapacità di controllare le pulsioni verbali e aggressive e che trasudano risentimento e astio», il gip ha deciso opportuno il divieto di avvicinamento: se l’uomo la violerà sarà raggiunto da una misura più restrittiva. L’interrogatorio si svolgerà nei prossimi giorni.

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