Sicurezza
Nuovo rinvio per Poeti L’udienza si terrà a giugno
GROSSETO. La questione è sempre aperta. Il caso di Bruno Poeti, l’ex agente di pubblica sicurezza accusato di tentato omicidio, non è ancora stato definito. Ieri, all’udienza preliminare, un nuovo...
GROSSETO. La questione è sempre aperta. Il caso di Bruno Poeti, l’ex agente di pubblica sicurezza accusato di tentato omicidio, non è ancora stato definito.
Ieri, all’udienza preliminare, un nuovo rinvio: se ne parlerà il 12 giugno. Nulla ha influito l’astensione proclamata dai penalisti in tutta Italia: c’è stata una richiesta difensiva, da parte dell’avvocato Adriano Galli, il pubblico ministero Giuseppe Coniglio ha acconsentito, il giudice Sergio Compagnucci ha fissato la nuova data. In quella circostanza saranno esaminate le tesi dell’accusa e della difesa, in vista di un possibile patteggiamento che derivi anche da una derubricazione in un reato meno grave.
Al momento, Poeti è comunque ancora sospettato di aver voluto uccidere uno dei quattro cittadini romeni che nella notte tra l’8 e il 9 febbraio dell’anno scorso erano entrati nella sua proprietà al Querciolo. Tre colpi di pistola esplosi, uno dei quali aveva raggiunto Nicolai Farcas, 40 anni (costituito parte civile con l’avvocato Riccardo Lottini), mentre questi stava fuggendo dopo il furto dell’auto di Poeti. Questi avrebbe sparato mentre Farcas era voltato, mentre si allontanava con un borsone con la refurtiva da caricare sulla Fiat Punto. Il proiettile lo avrebbe raggiunto al gluteo e sarebbe uscito dall’ombelico, con altezze leggermente diverse tra i fori, come se il colpo fosse stato sparato dal basso verso l’alto.
«Io non ho mai voluto uccidere nessuno», ha ripetuto dal primo momento Poeti. E anche ieri lo ha ripetuto al cronista, in attesa dell’inizio dell’udienza. Per lui altri tre mesi di attesa. Poeti si è allontanato insieme alla sua compagna, per partire alla volta di Roma, dove era in programma la trasmissione Quinta colonna: «Del Debbio mi ha invitato tante volte, vado a raccontare quello che mi è successo, senza dare giudizi. Solo raccontando i fatti». (p.s.)
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