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Collezione Luzzetti, qualcosa si muove

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Collezione Luzzetti, qualcosa si muove

L’antiquario avrebbe ufficializzato una nuova proposta: sospesa, per ora, la convocazione del consiglio comunale aperto

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GROSSETO. Il consiglio comunale aperto sul futuro della collezione Luzzetti potrebbe non tenersi più, o – cosa più probabile – trasformarsi in qualcosa di diverso. Sembra essere questo l’orientamento degli amministratori comunali – maggioranza e opposizione – che di questo hanno discusso ieri mattina nella conferenza dei capigruppo.

La vicenda è nota, ma un breve riassunto è necessario. L’antiquario Gianfranco Luzzetti, di origini grossetane, possiede una collezione di opere di artisti in gran parte toscani (da Pinturicchio al Della Robbia, dal Bellini all’Allori) dal valore inestimabile. Oltre cento capolavori che Luzzetti custodisce nella sua casa di Firenze e che il mondo intero – musei e istituzioni culturali – gli richiede. L’antiquario da una ventina d’anni ha chiesto alle varie amministrazioni cittadine un accordo per poter lasciare dopo la sua morte questo immenso patrimonio in dono alla “sua” Grosseto, ma fino ad oggi l’accordo non si è trovato. Una “novella dello stento” che ha attraversato in maniera bipartisan quattro giunte (due di centrosinistra e due di centrodestra) senza approdare a soluzione. Sollevando al contrario – tra accordi annunciati e fallimenti concreti – una catena infinita di polemiche.

L’attuale sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha sempre assicurato la sua volontà di portare la collezione Luzzetti a Grosseto. Ma per “sollecitare” l’impegno del sindaco in questo senso, ed evitare il ripetersi delle delusioni del passato, negli ultimi tempi tanti cittadini si sono mobilitati. Tra questi il gruppo Grosseto al Centro che – alcune settimane fa – ha lanciato la proposta del consiglio comunale aperto per fare il punto della situazione in maniera pubblica e trasparente. Una proposta subito raccolta dai gruppi di opposizione che hanno avanzato, con la firma di dodici consiglieri – la richiesta di convocazione della seduta. Dopo questo passaggio formale, a norma di regolamento il presidente del consiglio comunale aveva venti giorni di tempo per convocare l’adunanza. E proprio di questo – insomma, della data – dovevano discutere ieri i capigruppo.

Senonché tra un passaggio e l’altro si è registrata un’importante novità. A quanto pare infatti Luzzetti ha recapitato al Comune una lettera nella quale ufficializza una proposta, probabilmente l’ultima: non donerà più l’intera collezione, ma venti-venticinque opere comunque di enorme pregio e valore; e per queste opere propone una sistemazione definitiva tra le Clarisse e la chiesa dei Bigi. Una proposta concreta e più “snella”, base di un accordo ora forse meno difficile e lontano. Per questo – per dare a tutti il tempo di valutare la nuova opzione – tutti i gruppi consiliari potrebbero valutare uno slittamento del consiglio comunale aperto. O magari l’opportunità di riportare la questione a un consiglio comunale “ordinario”, nel quale – presente Luzzetti – affrontare tutto alla luce di elementi più concreti.

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