Il Tirreno

Grosseto

«Vi prometto un Erasmus più sicuro»

di Alfredo Faetti
«Vi prometto un Erasmus più sicuro»

L’impegno della ministra Fedeli che ha incontrato a Roma i genitori di Elena Maestrini, morta in Spagna il 20 marzo 2016

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GAVORRANO. È passato un anno. Era l’alba del 20 marzo 2016 quando una telefonata annunciava la tragedia appena avvenuta sull’autostrada AP 7, in Spagna: un autobus, che stava riportando a Barcellona delle ragazze che la sera prima avevano partecipato alla Festa delle Luci, a Valencia, aveva improvvisamente sbandato, finendo nella corsia opposta fino a schiantarsi. Tredici le vittime in tutto, con età comprese tra i 19 e i 25 anni. Tutte studentesse Erasmus. Tra di loro, anche Elena Maestrini, di Bagno di Gavorrano.

Da allora, sono state spese molte parole sulla vicenda, tra richiesta di una maggior sicurezza e incontri con le altre sfere dello Stato, ma mancano ancora delle lacune da colmare. Alcune di queste le hanno esposte ieri pomeriggio a Roma le sette famiglie italiane coinvolte nella tragedia, ricevute dal ministro all’Istruzione Valeria Fedeli. «È imperativo creare un Erasmus sicuro - ha detto Fedeli ai genitori - Il governo si impegna a prendere in considerazione le vostre proposte legate a sicurezza e controllo». Considerazioni che saranno discusse nella due giorni fiorentina, in programma per il 7-9 maggio, per gli Stati Europei dell’Erasmus.

Un anno dopo non c’è ancora nessun processo (e forse non ci sarà affatto) ma qualche impegno perché una tragedia simile non si ripeta. Merito delle stesse famiglie italiane, riunitesi in un’associazione: Genitori Erasmus 2.0 Per Non Dimenticare. Un’associazione che mira a sollevare due aspetti: la sicurezza e il controllo da parte dei soggetti para universitari che accompagnano l’esperienza Erasmus, che organizzano iniziative a basso costo ma anche di scarsa sicurezza. «I nostri ragazzi devono stare al sicuro durante questa meravigliosa esperienza - dice Gabriele Maestrini, il padre di Elena - Come associazione chiediamo misure legislative che mirino ad assicurare la sicurezza degli studenti».

Tempi esposti anche alla ministra durante l’incontro; e lei si è detta pronta a farsi carico dell’impegno. «È imperativo un Erasmus sicuro» ha detto appunto Fedeli. Quelle stesse proposte i genitori l’avevano scritte in una lettera indirizzata alla stessa Fedeli, che ha poi inoltrato il messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha intenzione di partecipare agli Stati Generali dell’Erasmus proprio per farsi carico di queste misure. Nell’occasione, verrà organizzato anche un concerto in piazza Santissima Annunziata in memoria della tragedia.

Intanto però ci sono le commemorazioni di quest’oggi, per il triste anniversario. Questa mattina, alle 6.30, i genitori di tutte le vittime sono state invitate da Papa Francesco a partecipare alla messa nella parrocchia Santa Chiara, a Roma. Nel pomeriggio, poi, arriveranno a Firenze, al polo universitario di Novoli, dove oltre la cerimonia verrà scoperta un’opera che ricorda le ragazze scomparse.

Ma in mezzo a impegni e ricordi, ci sono altre lacune che aspettano di essere colmate. Quella penale ad esempio, dove l’unico accusato (per omicidio plurimo e lesioni) è l’autista 62enne del mezzo: l’uomo, rimasto gravemente ferito nell’incidente, è stato interrogato dalla magistratura iberica a inizio 2017 e il 10 marzo il suo avvocato ha chiesto nuovamente l’archiviazione del procedimento penale, dopo che era stato riaperto a novembre a seguito di una prima archiviazione. «Il giudice deve notificare la decisione alle parti ma ancora non sappiamo niente - dice Maestrini - Un’attesa che ci preoccupa, perché temiamo che ci sia la volontà di far passare questi giorni dell’anniversario, per poi arrivare a una decisione a noi sfavorevole». Se il giudice respingerà l’archiviazione, dopo oltre un anno si arriverà ad un processo; viceversa, questa strage di giovani studentesse non arriverà mai sui banchi di un tribunale.

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