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Uomo di Neanderthal nuova campagna di scavo

 Uomo di Neanderthal nuova campagna di scavo

MONTE ARGENTARIO. Uomo di Neanderthal all’Argentario, aperte le iscrizioni per la campagna di scavo 2017. La grotta di Cala dei Santi sarà anche per quest’anno teatro delle ricerche da parte dello...

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MONTE ARGENTARIO. Uomo di Neanderthal all’Argentario, aperte le iscrizioni per la campagna di scavo 2017.

La grotta di Cala dei Santi sarà anche per quest’anno teatro delle ricerche da parte dello lo staff della dottoressa Adriana Moroni, iniziati nel 2007 e condotti dal Dipartimento di Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente-Unità di Ricerca di Preistoria e di Antropologia dell’Università di Siena. Partecipano anche la Soprintendenza Archeologia della Toscana, l’istituto Italiano di Paleontologia Umana, l’Università di Pisa e il Max Planck Institute di Lipsia.

Già decise le date in cui i ricercatori saranno all’interno dell’anfratto situato a sud dell’Argentario, nei pressi di Porto Ercole.

Circa un mese di lavori per portare avanti le straordinarie scoperte di questi anni: si partirà il 21 maggio per arrivare fino al 18 giugno, con il primo turno che si chiuderà il 4 giugno.

Gli archeologi possono contattare Vincenzo Spagnolo all’indirizzo mail orpheus.85@hotmail.it, indicando anche un breve curriculum vitae e le passate esperienze di scavo.

Sono richiesti alta capacità di adattamento, saper nuotare, sana e robusta costituzione e una copertura assicurativa per infortuni.

Un contesto unico nel suo genere, visto che i ricercatori vivranno praticamente accampati nella grotta per tutto il mese.

È prevista la partecipazione anche di archeologi provenienti da tutto il mondo, vista l'importanza degli scavi che stanno portando alla luce resti risalenti a circa 40 mila anni fa.

Nel corso delle operazioni del 2016 è stata scoperta un’area di tre metri quadrati dove venivano spezzate le ossa degli animali per estrarne il midollo, caratterizzata da numerose ossa di grandi ungulati frammentate e dalla presenza di percussori che l’uomo utilizzava per questa pratica.

Ma anche molluschi marini portati dall'uomo: nonostante il mare non fosse vicino come adesso, era comunque raggiungibile.

Sono state anche approfondite delle depressioni dovute molto probabilmente all'azione della iena, che potrebbe essersi creata delle tane durante la sua permanenza.

È stato poi rinvenuto un fondo di focolare dove era presente una paleosuperficie ben conservata.

All’interno di questo livello sono stati identificati diversi punti di fuoco.

Di alcuni di questi focolari restava appena l'arrossamento di base, mentre di altri era ancora ben conservata la cenere. (a.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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