Gioco
Città ostile ai disabili dagli stalli occupati al sottopasso off limits
Intorno all’ospedale un campo minato per chi non deambula Scivoli pericolosi, posti “scippati”: tre cittadini lo segnalano
GROSSETO. Della città senza barriere architettoniche, a misura di disabili e che tende la mano a chi ha difficoltà a deambulare spesso ci si riempie la bocca. Ma quanto veramente la città è vivibile per chi è costretto su una sedia a rotelle?
Tra i temi più sentiti e segnalati dai cittadini che ieri mattina hanno incontrato i giornalisti del Caffè Tirreno ci sono proprio gli ostacoli che quotidianamente i diversamente abili si trovano a sormontare, spesso non riuscendoci. E, paradossalmente, molti di questi ostacoli si trovavo nella zona dell’ospedale Misericordia.
Niente rampa al sottopasso. Pare incredibile, ma il sottopasso che attraversa la Senese e collega l’ospedale con il suo parcheggio è inaccessibile a chi ha problemi di deambulazione. Non esiste infatti una rampa per disabili né un ascensore.
Lo ha segnalato ieri mattina Sabina Rombaldi, che abita lì vicino, in via Unione Sovietica. «Dico solo questo: per andare all’ospedale non c’è la rampa per gli handicappati», ha spiegato la signora Sabina. Il sottopasso, tra l’altro, serve a collegare il quartiere Pace non solo con l’ospedale ma anche con le numerose abitazioni che si trovano lungo la Senese, lato sud, e che hanno come punto di attraversamento accessibile alle carrozzine le strisce davanti al McDonald’s, decine di metri da qui.
Scivoli fuori uso. Il disagio lo patiscono non solo i disabili che si trovano costretti sulla sedia a rotelle, ma anche le famiglie che hanno bambini nel passeggino o gli anziani che hanno problemi a scendere dal marciapiede. «Un disabile in carrozzina è impossibilitato a camminare e quindi è totalmente dipendente dalle infrastrutture», spiega Cristina Mozzillo, che abita proprio lungo via Senese. «Ma che ci siano le discesine sui marciapiedi è solo un’illusione – prosegue la donna – perché o sono troppo ripide, o hanno l’asfalto malmesso oppure, come scendi al livello della strada, trovi una crepa o una buca ed è quindi pericolosissimo passarci con la carrozzina». A rendere più impervio il percorso ci sono poi radici, buche, dossi, sporcizia. Per non parlare poi dei marciapiedi dove gli scivoli per disabili non ci sono affatto. «In quel caso – spiega Mozzillo – tocca scendere a “retromarcia”, cosa che è disagevole, oltre che pericolosa». E che, per di più, non può essere fatta in autonomia da chi è in sedia a rotelle. Insomma, un calvario.
Parcheggio selvaggio. Tornando nelle immediate vicinanze dell’ospedale Misericordia, il sottopasso inaccessibile non è l’unico problema che i disabili si trovano ad affrontare. Se l’accesso dal parcheggio al di là della Senese è impossibile, potrebbero parcheggiare direttamente sotto i muri dell’ospedale negli stalli loro dedicati, si potrebbe pensare. E, invece, l’impresa non è così facile.
Questo ennesimo ostacolo lo ha segnalato ieri mattina al Caffè Tirreno Sergio Dugaro, che per oltre un mese si è attaccato al telefono per chiederne conto all’Asl. «Dietro all’ospedale, nel parcheggio interno, ci sono diversi posti auto riservati ai disabili, ma sono sempre occupati da auto senza il necessario contrassegno handicap», ha spiegato ieri Dugaro. Da tempo tiene sott’occhio la situazione, constatando come sia impossibile, in certi momenti, per i disabili parcheggiare nei loro stalli.
Decine di fotografie da lui scattate (come quella che pubblichiamo a corredo di questo articolo) documentano il caos di auto lasciate impunemente negli stalli con il contrassegno handicap.
Ma, oltre all’amarezza di veder calpestati i diritti di cittadini che avrebbero, semmai, bisogno di servizi e infrastrutture senza pecca, c’è anche la rabbia nel constatare che non esista argine alla prepotenza di automobilisti irrispettosi.
«Ho fatto tantissime telefonate – dice Dugaro – per segnalare la cosa e chiedere all’Asl che prenda provvedimenti, ma senza alcun esito poiché, per quanto mi hanno detto, nessuno dell’azienda sanitaria è responsabile, la dirigenza latita oppure non è capace di far rispettare elementari regole in casa propria». Ma come è possibile? Ed è tollerabile andare avanti così? Dugaro chiude con una domanda: «Siccome vedo che vengono fatti intervenire i vigili urbani per mandare via gli extracomunitari dal parcheggio, perché non vengono impiegati per controllare le auto che parcheggiano dove non potrebbero?».
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