Italia
Ambientalisti al Mit «Progetto bocciato»
GROSSETO. Prosegue l’impegno di Wwf e Legambiente, insieme al Comitato Terra di Maremma, Rete, Fai e Comitato per la bellezza, contro il progetto di autostrada Tirrenica in corso di Valutazione di...
GROSSETO. Prosegue l’impegno di Wwf e Legambiente, insieme al Comitato Terra di Maremma, Rete, Fai e Comitato per la bellezza, contro il progetto di autostrada Tirrenica in corso di Valutazione di impatto Ambientale nel tratto Grosseto Capalbio. Giovedì 16 marzo su richiesta delle associazioni ambientaliste si è svolto un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti con la struttura tecnica di missione, l’organismo ministeriale che sovrintende alla infrastrutture della legge obiettivo e alla politica dei trasporti alle strette dipendenze del ministro Delrio.
All’incontro era presente il capo della struttura tecnica del Mit, il professor Ennio Cascetta con i suoi collaboratori e, per le associazioni ambientaliste, Stefano Lenzi, Edoardo Zanchini e Anna Donati.
Sono state consegnate le osservazioni Via allo Studio di impatto ambientale redatte sul progetto Grosseto Capalbio e illustrate quelle che per gli ambientalisti sono le principali criticità del progetto Sat.
Gli ambientalisti hanno sottolineato «i problemi di mobilita che la nuova infrastruttura crea sul territorio – dicono – essendo un sistema chiuso con barriere, la sottrazione della strada statale Aurelia agli spostamenti quotidiani, il pedaggio doppio della media delle autostrade italiane, il mancato adeguamento delle complanari, gli scarsi flussi di traffico esistenti e previsti, l’impatto ambientale dell’opera e l’assenza del Piano economico e finanziario sull’opera a dimostrazione che i conti non tornano, stante anche la procedura d’infrazione aperta in sede europea sulla durata della concessione Sat».
In particolare le associazioni ambientaliste hanno lamentato la grave carenza del progetto Sat e dell’analisi costi benefici «che – dicono – non è stata confrontata con l’adeguamento della strada statale Aurelia ma soltanto con l’opzione del non fare assolutamente nulla». Hanno invece sottolineato come esista un progetto Anas del 2000 di adeguamento a superstrada dell’Aurelia «che – hanno spiegato – andrebbe rivalutato e confrontato con il progetto autostradale della Tirrenica, confrontando l’utilità per i trasporti, la sicurezza stradale, gli impatti ambientali e i costi pubblici e privati delle due soluzioni».
Le associazioni hanno chiesto alla struttura tecnica di missione di effettuare questo confronto tra i due progetti, inclusa una rigorosa analisi costi benefici in modo da mettere le istituzioni, i Comuni, la Regione, la Sat, le associazioni e anche il ministero, nelle condizioni di ragionare «su alternative reali – dicono – e non su soluzioni preconfezionate, come quelle di chi continua a proporre l’autostrada della Maremma senza dimostrarne l’utilità».
«L’incontro al ministero è stato estremamente proficuo perché è entrato nel merito dei problemi reali del progetto Sat – dicono Lenzi, Zanchini e Donati –. Abbiamo preso atto che l’autostrada Tirrenica non è tra le 25 opere prioritarie del governo nell’allegato Infrastrutture al Def e ora ci aspettiamo che si voglia davvero confrontare, secondo le regole della buona amministrazione pubblica, il progetto Sat con il progetto di adeguamento dell’Aurelia».
Gli ambientalisti sono infatti da sempre convinti che la messa in sicurezza dell’Aurelia sia la soluzione reale e concreta per la mobilità dei cittadini e delle imprese della Maremma e hanno chiesto al ministero di bocciare il progetto Sat presentato a dicembre.
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