Il Tirreno

Grosseto

Panchine rimosse, Vivarelli Colonna annuncia: "Ora prati innaffiati no stop per evitare che si siedano lì"

Enrico Pizzi
Tolte le panchine, nel giorno di mercato i grossetani si riposano così
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Tolte le panchine, nel giorno di mercato i grossetani si riposano così

Grosseto, il primo cittadino plaude al proprio provvedimento e si definisce "un sindaco antidegrado"

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GROSSETO. Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna difende la scelta di rimuovere le panchine davanti a Porta Corsica. «Sono un sindaco anti-bivacco», scrive con orgoglio nel bel mezzo di una giornata in cui, almeno sui social, le panchine scomparse l’hanno fatta da padrone. Vivarelli Colonna di prima mattina sceglie la strada dell’ironia. «Cercansi panchine disperatamente – scrive sulla sua pagina Facebook – da allevatore di capre cantanti ora non so più come fare...».

La capra non avrà più una panchina sopra cui cantare, ma nemmeno sotto cui crepare, e in ogni caso il sindaco ha alimentato tutta una serie di commenti tra cui quello secondo il quale anche il suo predecessore, Emilio Bonifazi, aveva fatto lo stesso, in piazza della stazione. E c’era chi ricordava, sempre a opera di Bonifazi, la rimozione proprio di una panchina davanti a Porta Corsica.

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Per evitare che tutto si basasse solo sui ricordi, più o meno vaghi, è stato inevitabile sentire i protagonisti dell’epoca Bonifazi. Così, i due ex assessori alla polizia municipale, Daniele Capperucci e Arsenio Carosi, nonché lo stesso ex sindaco Emilio Bonifazi, hanno escluso categoricamente che le panchine in questione o altre panchine, in città, siano mai state rimosse per ragioni di ordine pubblico. Carosi ha ricordato che l’idea di rimuovere le panchine, per evitare che fossero utilizzate come luoghi di degrado, era circolata in città ed era “rimbalzata” anche in giunta, ma solo per essere respinta convintamente. Bonifazi, peraltro autore di numerose ordinanze antidegrado, in particolare contro il fenomeno della prostituzione, ha ricordato che un intervento fu fatto, in piazza della stazione: rimozione di panchine rotte, che furono poi o aggiustate o sostituite con altre e rimesse al loro posto, e spostamento di panchine in luoghi che ne erano privi. Nulla, però, che fosse legato all’ordine pubblico, ma, a quanto afferma l’ex primo cittadino, solo meri interventi di manutenzione.

Un altro intervento, sempre alla stazione, invece, fu fatto, per risolvere sì un problema di degrado, oltre che di costi per la comunità. La cannella dell’acqua fu chiusa per due ragioni: perché qualcuno aveva iniziato a usarla per fare il bucato e perché, troppo spesso, veniva lasciata aperta, con un inevitabile spreco.

Vivarelli Colonna afferma, però, che in ogni caso la giunta di centrosinistra fece la stessa operazione «spacciandola come una semplice manutenzione: ma noi abbiamo il coraggio delle nostre azioni». Azioni che sono state portate avanti con «ponderazione, condivisione e confronto con le autorità che si occupano di sicurezza» scrive il sindaco nel comunicato ufficiale.

«Personalmente, trovo singolare che si urli allo scandalo per la rimozione di due panchine e non sul fatto che fino ad oggi fossero il letto poco decoroso di drogati e ubriachi. E farò di più: darò ordine di irrigare costantemente il prato limitrofo affinché non diventi spiaggia per altri sportivi del bivacco». In numerose risposte ai post su Facebook il sindaco ammette che, in realtà, l’input dell’iniziativa non è stato dell’amministrazione comunale, ma delle forze dell’ordine che, come scrive in alcuni dei post, glielo hanno chiesto congiuntamente.

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