Il dolore
Maxi operazione anti caporalato
Identificati i dipendenti una coop sistemati in alloggi di fortuna
SIENA. Una maxi operazione di contrasto al caporalato in provincia di Siena è stata condotta fin dalle prime ore dell’alba di ieri mattina dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro per mettere sotto la lente d’ingrandimento contratti e condizioni di lavoro.
Sono stati identificati circa 60 lavoratori dipendenti di una cooperativa contoterzista, con sede in provincia di Grosseto, in massima parte lavoratori stagionali e immigrati, domiciliati in alloggi di fortuna nei pressi delle aziende agricole dove prestavano servizio. Al vaglio dei carabinieri sono passate anche le condizioni igienico sanitarie degli alloggi.
Oltre 50 tra uomini dell’Arma (Poggibonsi e Radda in Chianti), del Nucleo ispettorato del lavoro con l’unità cinofila di Firenze, sono stati impegnati in perquisizioni nei comuni di Radda in Chianti, Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga.
L’attenzione degli uomini dell'Arma, coadiuvati da 7 funzionari dell'ispettorato del lavoro, si è concentrata sui contratti e sulle condizioni di lavoro. Le indagini sarebbero state avviate qualche mese fa. Allo stato attuale, le aziende agricole che si servivano dei lavoratori tramite contratto con la cooperativa contoterzista, sarebbero parte lesa.
Una vera e proprio piaga quella del caporalato anche in Toscana come dimostra un’indagine dell’Irpet de 2015: sono oltre 160mila gli occupati in nero in Toscana, il 10 per cento sul totale della forza lavoro.
I settori dove la presenza di lavoro nero incide di più sono quello delle attività del personale domestico (50 per cento), delle attività artistiche e di intrattenimento (20), della ristorazione e dell'attività alberghiera (15), dell'agricoltura (17) e delle costruzioni (11). Seguono trasporto e magazzinaggio (9), commercio (9), sanità e servizi sociali (7), attività finanziarie e servizi alle imprese (7), servizi informazione e comunicazione (7), industria (6).
«È una battaglia aperta quella contro il caporalato - ha commentato la vicenda il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi - e ogni azione di contrasto a questo fenomeno va salutata come un'affermazione dello spirito e della lettera della nostra Costituzione».
Cristiano Pellegrini
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