Il dolore
I migranti scendono a 15 «Ma resta un’ipotesi»
SANTA FIORA. Migranti sì o no? Forse, aderendo al progetto Sprar, da quaranta si scende a una quindicina. L’assemblea pubblica che si è svolta mercoledì sera a Marroneto di Santa Fiora, dove una...
SANTA FIORA. Migranti sì o no? Forse, aderendo al progetto Sprar, da quaranta si scende a una quindicina.
L’assemblea pubblica che si è svolta mercoledì sera a Marroneto di Santa Fiora, dove una cooperativa aveva proposto l’accoglienza di una quarantina di migranti nell’ex albergo Il Caminetto e dove la comunità era in subbuglio da giorni, ha registrato il parere negativo della popolazione che in massa era andata ad assistere all’incontro voluto dal sindaco Federico Balocchi, dall’amministrazione comunale e dal comitato di frazione.
Balocchi che fin qui aveva tenuto la porta chiusa all’accoglienza, adesso, sebbene obtorto collo, potrebbe cedere, rassicurato dal prefetto sui numeri o sulle eventuali garanzie del progetto Sprar. «L’ho detto al prefetto e ai cittadini – spiega – che obbligare Santa Fiora e ogni realtà piccola a ricevere migranti solo perché c’è una struttura privata disponibile ad accoglierli è una scelta che non condivido. Il prefetto ha convenuto che il numero massimo ipotizzabile sia di quindici persone. Il loro arrivo, è bene essere chiari, resta in ogni caso un’ipotesi. Forse, allora, visto che il fenomeno va comunque governato, pur riconfermando la nostra contrarietà, vogliamo provare a decidere noi come gestire la cosa, magari col progetto Sprar che blinderebbe il numero dei migranti».
Questo per lo meno è quanto emerso dall’assemblea nella quale il primo cittadino ha continuato a precisare che di questi quaranta migranti proprio non ne sapeva nulla fino a pochissimi giorni fa. «Se il sindaco davvero non sapeva si dimetta», commenta la minoranza guidata da Riccardo Ciaffarafà con Giacomo Albertini e Paolo Vichi. «È da circa un anno – proseguono – che nell’ex albergo Il Caminetto vengono fatti lavori di adeguamento dopo anni di chiusura. Balocchi vuol far credere alla popolazione che non sapeva niente? Ma è evidente che sapessero del progetto per ospitare circa quaranta migranti e sono stati costretti a venire allo scoperto solo ed esclusivamente perché il nostro gruppo consiliare ha presentato un’interrogazione. Il sindaco può decidere sulla questione immigrazione con mille strumenti a sua disposizione. Dunque si prenda per una volta le proprie responsabilità senza tirare in campo il prefetto: solo lui può determinare se accogliere o meno migranti nel nostro comune. Sarà una decisione politica che riguarda tutto il comune e non solo Marroneto e la prenderanno, se non l’hanno già fatto, proprio loro che comandano il comune». La lettura che la minoranza dà della vicenda è chiara: i migranti sarebbero «usati come merce di scambio, come affare economico sotto le bandiere della solidarietà: è inaccettabile».
Ciaffarafà e i suoi avvertono di aver consegnato al sindaco nell’assemblea anche una mozione affinché il consiglio comunale esprima il proprio parere ufficiale sul progetto. «Ma i cittadini sappiano che è già stato deciso tutto, si tratta solo di capire il numero di arrivi», aggiungono. E proprio sui numeri dei migranti interviene Guendalina Amati di Fratelli d’Italia, che segue il tema dell’accoglienza da vicino (ha partecipato a diversi incontri in vari comuni). «Dalla lunga discussione di Marroneto è emersa la netta contrarietà dei cittadini, mentre il sindaco scaricava la responsabilità sul prefetto. Ma il vero leitmotiv della serata è stato che si deve scegliere il male minore, quindi aderire al progetto Sprar. In altre parole da 35-40 soggetti che dovevano essere ne arriveranno 10-15».
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