Proteste
Diabetici e celiaci: spiraglio per presìdi e cibo
Federfarma disponibile a offrire di nuovo la distribuzione del materiale interrotta nel 2012
GROSSETO. Disponibili a offrire, di nuovo, il servizio di distribuzione di presidi diabetici e di alimenti per i celiaci. La presentazione del nuovo servizio di prenotazione all’Asl, che si sperimenta anche in 26 farmacie private, è l’occasione per tornare su altri due servizi, in passato disponibili anche nelle farmacie private e interrotti il 1º settembre 2012. Da quel momento solo le farmacie comunali hanno proseguito il servizio.
Fausto Malinverno, presidente di Federfarma (Associazione provinciale titolari di farmacia) di Grosseto, sottolinea che quel servizio «fu tolto» alle farmacie private dall’Asl, quando ancora non era stata unificata con Siena e Arezzo, ma che i farmacisti titolari sono disponibili a tornare a ragionare di quei servizi, come hanno fatto per il servizio di prenotazione delle visite mediche, anche se ci sono delle difficoltà da superare (il servizio deve poter stare in piedi economicamente).
Lo stop nella distribuzione di aghi, strisce e alimenti senza glutine nelle farmacie private aveva sollevato molte proteste da parte dei pazienti e dell’Associazione diabetici, soprattutto in quelle zone della provincia dove la presenza delle farmacie comunali è meno capillare e sono maggiori i disagi per ritirare presidi e cibo.
Come è noto, l’interruzione della distribuzione di presidi e cibo senza glutine da parte delle farmacie private risale all’introduzione del nuovo metodo informatizzato per il ritiro dei prodotti. Se prima il paziente si presentava al bancone con il bollino mensile e ritirava il materiale, dal 2012 l’Asl mise a disposizione un programma informatico gratuito perché le operazioni venissero condotte con la tessera sanitaria.
All’epoca l’Associazione provinciale titolari di farmacia parlò di «imposizione da parte dell’azienda Asl 9 di un sistema informatico ritenuto non indispensabile e precursore di ulteriori servizi non sostenibili da parte delle farmacie stesse». Ciò portò l’associazione a prendere una «decisione sofferta» ma tenuta fino ad oggi.
Eppure qualcosa potrebbe cambiare. Malinverno non nasconde che, al di là delle farmacie più strutturate che hanno dei dipendenti, c’è una miriade di farmacie rurali dove spesso il farmacista è solo e fa fatica anche a tenere aperta la farmacia. E la distribuzione dei presidi e del cibo rappresenta un lavoro in più. Ma si apre uno spiraglio.
Da parte del direttore dell’Asl Toscana sud est, Enrico Desideri, non solo c’è una piena disponibilità a mettere, anche le farmacie private in condizione di offrire i servizi come quelli che riguardano diabetici e celiaci, ma c’è la volontà di coinvolgere sempre più i farmacisti nella rete integrata che l’Asl conta di costruire per dare risposte sempre più adeguate ai bisogni di salute del territorio.
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